La lezione di Anche senza di te

"Insegnamento, formazione e attacchi di panico", dice Miriam Catania. Con Nicolas Vaporidis nell'esordio alla regia di Francesco Bonelli
La lezione di Anche senza di te

“E’ un film che mette l’accento sulla bellezza delle fragilità di una donna”, così Nicolas Vaporidis parla di Anche senza di te, l’opera prima di Francesco Bonelli che uscirà nelle sale l’8 marzo. Una commedia sentimentale che racconta la storia di Sara (Miriam Catania), una giovane maestra elementare, ad un passo dalle nozze con un medico in carriera, che deciderà di insegnare  l’educazione emotiva ai bambini insieme al collega Nicola (Nicolas Vaporidis).

“Questo film ha un sapore un po’ retrò, ma affronta temi molto attuali come gli attacchi di panico, di cui soffre la protagonista, un male tipico del nostro secolo e il tema dell’insegnamento e della formazione che necessita di un cambiamento perché è troppo ancorata al vecchio”, dice Miriam Catania che interpreta una donna che soffre di autofobia, un disturbo collegato al timore di essere abbandonati.  Troverà il cammino verso la guarigione introducendo nella scuola elementare dove insegna un nuovo sistema educativo basato sull’alfabetizzazione emotiva e insegnando ai suoi piccoli alunni a riconoscere veramente le emozioni come la rabbia, la paura, l’invidia. Il metodo che adotterà è quello di Reggio Emilia applicato da Loris Malaguzzi.

“Un approccio che risale a trent’anni fa. E’ stato rivoluzionario ed è stato adottato in tutto il mondo. Il grande pedagogo ha incoraggiato l’autonomia creativa del bambino, ma il suo pensiero è stato osteggiato in Italia perché si diceva che fosse comunista e perché faceva crescere degli individui liberi e per questo meno gestibili”, spiega il regista. “I protagonisti non sono dei supereroi, ma delle persone semplici come gli insegnanti delle elementari. Non sono considerati come modelli di successo purtroppo, ma hanno un ruolo fondamentale perché sono loro che preparano il futuro. Inoltre bisogna cercare di ripristinare un rapporto di complicità tra i maestri e i genitori, che troppo spesso gli puntano il dito contro”, dice Vaporidis.

La storia è ambientata nella città di Taranto e nel film c’è anche una canzone interpretata da Mietta che si intitola Il Mondo. La cantante tarantina dice: “Finalmente la mia città non è collegata solo all’Ilva: Taranto è tanto altro”. Nel cast anche Matteo Branciamore, nel ruolo del medico-futuro marito di Sara, e Alessio Sakara, che nella vita fa l’artista marziale e che qui troviamo per la prima volta sullo schermo nel ruolo di un attore porno che si chiama “Carlone gambalunga”.

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