Il dono di Bellaria

Il festival diretto da Morandini premierà il film di Frammartino. In cartellone anche Emergency e l'Iraq
27 Maggio 2004
Il dono di Bellaria

Ancora un riconoscimento per Il dono di Angelo Frammartino. Il film, presentato con successo a Locarno e già vincitore ad Annecy ma tuttora privo di distribuzione, sarà premiato anche al Festival di Bellaria. Alla manifestazione, in programma nella cittadina romagnola dal 30 maggio al 2 giugno, riceverà il “Premio Casa Rossa”, riservato alle pellicole italiane penalizzate nella scorsa stagione da una limitata circolazione in sala. Nella stessa sezione saranno proiettati, tra gli altri, anche Ballo a tre passi di Salvatore Mereu, Il miracolo di Edoardo Winspeare, Il ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco, Segreti di Stato di Paolo Benvenuti e Pater Familias di Francesco Patierno. Completano la competizione le sezioni “Anteprima” e “150 secondi”, un concorso di cortometraggi sul tema della paura. In palio per i vincitori di questa categoria, la distribuzione sulla televisione satellitare SKY e sul portale di spettacolo Shortvillage.com.
Protagonisti al festival, diretto dal fondatore Morando Morandini insieme con Antonio Costa e Daniele Segre, saranno quest’anno anche la guerra e l’attualità. Per la prima volta in cartellone, la sezione “Cinema Utile” ospiterà quattro filmati girati in Iraq e altre zone disagiate da Emergency, Amref e altre Organizzazioni Non Governative. In quest’ambito, sarà inoltre proiettato un documentario diretto da Francesco Patierno per l’associazione Medici Senza Frontiere. In programma, inoltre, il mediometraggio Nassiriya, realizzato nella città irachena dall’operatore italiano Marco Gargani. Tra i giurati che valuteranno le opere in concorso nelle diverse sezioni, l’attrice Sonia Bergamasco, lo scrittore e autore televisivo Carlo Lucarelli e i Manetti Bros. Ampio spazio sarà poi riservato ai giovani. Grazie all’accordo con la Scuola Nazionale di Cinema e altre quattro università italiane, 16 studenti parteciperanno a “Videomagazine”, un laboratorio di riprese, montaggio ed effetti speciali. Una retrospettiva ricorderà infine Jean Rouch, regista recentemente scomparso e considerato padre della “nouvelle vague nigeriana”.

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