Giorgio Amato presenta Il ministro

"Non denuncia sull'oggi, ma riflessione sull'utilizzo di amicizie influenti", dice il regista. Nelle sale dal 5 maggio, con Gianmarco Tognazzi
Giorgio Amato presenta Il ministro
Il ministro

“L’idea del film è nata ascoltando alla radio una canzone di Fabrizio De André, dove si racconta di un cavaliere costretto a cedere la moglie pur di non perdere il titolo nobiliare. Ho pensato che non si trattava tanto di stigmatizzare la corruzione quanto il constatare di essere sempre proni verso i potenti”. Con questa riflessione Giorgio Amato presenta Il Ministro, una commedia al vetriolo prodotta da Lucy De Crescenzo, nelle sale dal 5 maggio con Europictures all’inizio in 20 copie per poi aumentare strada facendo.

Nel film si raccontano le vicissitudini di Franco, imprenditore che, nel tentativo di salvarsi dal tracollo economico, progetta di invitare a cena un politico molto potente per averne favori in mazzette e con la promessa di una notte di fuoco con una favolosa escort. “Ho scritto la sceneggiatura in dieci giorni, e abbiamo girato in un tempo incredibilmente breve, tre settimane di lavorazione, dovendo ottimizzare ogni passaggio e evitare ogni scena superflua: il modello di riferimento è stato I mostri di Dino Risi, in particolare il primo episodio, Educazione civica, quello in cui Ugo Tognazzi dà lezioni pratiche di comportamento al figlioletto interpretato da Ricky Tognazzi”.

Gianmarco Tognazzi è Franco, il padrone di casa che architetta la serata: “Sul set – dice – si sono incontrate tante energie umane e professionali al fine di realizzare il film con un piccolo budget ma tanta convinzione”. Amato mette l’accento sulle difficoltà in Italia oggi di realizzare film di questo taglio, ossia tenuti su registri diversi e con una composizione ‘mista’ difficile anche da definire. Amato ricorda che lui, nato a Milano nel 1969, ha girato il primo film nel 2010 con Circuito chiuso, e il secondo nel 2013 con The Stalker, oltre ad alcune regie televisive. Ci tiene a sottolineare che il copione non vuole essere denuncia dell’oggi ma propone il tentativo di offrire una risposta alla domanda “Se avessimo un amico veramente potente, come ci comporteremmo nell’utilizzo di questa amicizia?”. Indipendentemente da epoche e periodi storici, certe reazioni sarebbero probabilmente le stesse scritte nella sceneggiatura. Nel cast anche Alessia Barela (Rita, la moglie di Franco), Ira Fronte (Esmeralda, la cameriera di casa Lucci), Edoardo Pesce (Michele, fratello di Rita), Fortunato Cerlino (Rolando Giardi, il “ministro”), Jun Ichikawa (Zhen, la ballerina di burlesque che deve fare la escort).

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