Gibney, Crazy not Insane

Il regista premio Oscar porta Fuori Concorso al Lido il doc sulla psichiatra Dorothy Otnow Lewis: "La malvagità è un concetto inutile"
11 Settembre 2020
Festival, Personaggi
Gibney, Crazy not Insane
Alex_Gibney__1___Credits_La_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__ph_Giorgio_Zucchiatti

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Penso che la malvagità non sia un concetto utile. Gli esseri umani vogliono sempre separare le persone buone da quelle cattive: ma è solo un giudizio personale che ci impedisce di cercare di capire davvero l’altra persona. Dorothy Otnow Lewis prova a capire le persone che commettono crimini orribili. Le sue valutazioni psichiatriche sembrano conversazioni perché riesce ad ascoltare, indistintamente, chiunque si trovi di fronte”.

Il regista Alex Gibney ha spiegato così perché ha deciso di raccontare in ‘Crazy, not insane’, presentato oggi fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, le ricerche della psichiatra Dorothy Otnow Lewis specializzata nello studio di individui violenti.

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“Per girare il film, abbiamo adottato una folle mescolanza di stili – utilizzando cinema verità, pezzi d’archivio, animazioni, film amatoriali – che rispecchia giocosamente la magnifica complessità della mente umana”, ha aggiunto il regista.

 

Nel documentario, che nella versione originale inglese può contare sulla voce narrante dell’attrice Laura Dern, vengono presentati per la prima volta i videotape che documentano le ricerche di Dorothy Otnow Lewis, incentrate sul perché gli esseri umani uccidono e sul perché alcuni uccidono ed altri resistono a questa ‘tentazione’. La psichiatra, affascinata dalla capacità umana di commettere atti efferati, è interessata non tanto a capire cosa è accaduto, ma perché è accaduto.

“Il film – ha spiegato il regista collegato in teleconferenza con il Lido di Venezia – è stato un’occasione per cercare di capire, attraverso il lavoro di Dorothy Lewis, perché, come esseri umani, ci uccidiamo a vicenda. Dopo aver trascorso diverso tempo con Dorothy, ho iniziato a interessarmi a lei come scienziata e artista. Abbiamo preso in esame casi di pena di morte in cui Dorothy è stata coinvolta per analizzare la sensatezza della pena di morte in sé. Una volta che pericolosi assassini sono stati incarcerati e i cittadini sono al sicuro da essi, perché siamo così determinati a giustiziare questi esseri umani? Gli americani sono dei serial killer? E se così fosse, siamo pazzi, o addirittura malati di mente?”

Il titolo ‘Crazy, Not Insane’ si riferisce infatti a come il sistema giudiziario – “troppo spesso caratterizzato da un senso di giustizia che sconfina nella sete di vendetta” – sia secondo il regista “in contrasto con il mondo della scienza medica nel definire cosa sia una grave malattia mentale”.

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