Edoardo Leo, Power of Rome

"Ho sempre preferito raccontare Roma anziché la romanità", dice l'attore-regista. Protagonista del docufilm diretto da Giovanni Troilo, dal 19 al 21 aprile in sala
Edoardo Leo, Power of Rome
Edoardo Leo - Power of Rome

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Tutto il mondo conosce quella che fu la potenza di Roma e del suo Impero e la ritrova da cittadino o da turista passeggiando per le strade e le piazze della Città Eterna e visitando i suoi monumenti artistici e i siti archeologici. Ma più che alla potenza dell’Urbe è dedicato al suo ‘potere’, sia esso storico, politico o religioso, il docufilm Power of Rome diretto dal regista Giovanni Troilo, con Edoardo Leo protagonista e Giorgia Spinelli fra gli interpreti principali.

Nato da un’idea di Fulvio Lucisano con la consulenza storica di Claudio Strinati, prodotto da Fulvio e Laura Lucisano per una produzione targata Iif e Vision Distribution con Sky, il docufilm sarà in 150 sale cinematografiche italiane per tre giornate evento il 19, 20 e 21 aprile, quest’ultima data in coincidenza con il Natale di Roma – che la tradizione vuole essere stata fondata da Romolo il 21 aprile dell’anno 753 avanti Cristo – nonché con il 50° compleanno dell’attore protagonista, ovviamente romano.

Il docufilm, come rivela già il titolo in inglese anche per l’edizione originale italiana, è destinato a un pubblico internazionale e sarà trasmesso anche in tv da Sky, probabilmente in primavera inoltrata, anche se ancora non c’è una data precisa in palinsesto.

“C’è la necessità di continuare a ‘leggere’ Roma, anche spendendo uno sguardo critico sulla sua storia; fondamentale fare un ritratto non apologetico e il cinema è forse il modo più giusto per raccontarla, considerando che la Colonna Traiana è praticamente un film scolpito nel marmo”, spiega il regista Giovanni Troilo.

“Del resto – aggiunge Edoardo Leo – Roma è strettamente connessa all’idea di potere: dopotutto, sia il potere politico che il potere religioso stanno qui, sta tutto in un chilometro quadrato. Quanto a me, ho sempre preferito raccontare Roma anziché la romanità’…”.

 

Confessa Edoardo Leo: “Siamo tutti spettatori fugaci della bellezza eterna di Roma: e lo dico io, romano, che prima di queste riprese non ero mai entrato dentro al Colosseo! Farlo all’alba è stata per me una sensazione sconvolgente. Ma mi fa uno strano effetto anche vedermi sul retro dei bus nella pubblicità del docufilm… – sorride l’attore protagonista nel ruolo di Giulio Cesare e di sé stesso – Per me è stato un viaggio non solo professionale ma anche personale nella mia città e spero che tutti gli spettatori restino accecati dalla bellezza di Roma, anche se andrebbe illuminata di più e meglio, di notte”.

Per l’attrice Giorgia Spinelli che affianca Leo nelle scene, “è stato divertente e istruttivo girarlo. Edoardo mi ha insegnato tanto, a recitare i monologhi ad esempio, ma anche a guidare la Vespa e a mangiare i supplì…”, scherza con riferimento a una scena del docufilm.

La trama del docufilm vede l’attore Edoardo Leo chiamato a interpretare Giulio Cesare in un documentario inglese: ma lui, insofferente al costume di scena e ai cliché dell’ennesimo film su Roma, abbandona il set durante le prove del suo celebre assassinio, per avventurarsi nella Roma di oggi. Seguendo le tracce della nascita dell’Impero Romano, l’attore esplora la sua stessa città con occhi nuovi, tra incontri sorprendenti e momenti onirici, condividendo con lo spettatore stupore e paura, inquietudine e meraviglia”.

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