Damien Chazelle e Un americano a Parigi sulla RdC

Nel numero di gennaio-febbraio della Rivista del Cinematografo, la cover story dedicata al film di Vincente Minnelli, con un’intervista esclusiva al regista Premio Oscar per La La Land: disponibile da domani
Damien Chazelle e Un americano a Parigi sulla RdC

“Un visionario”. Così Damien Chazelle, il regista Premio Oscar per La La Land, definisce Vincente Minnelli, autore di uno dei musical più iconici di sempre: Un americano a Parigi, che il nuovo numero della Rivista del Cinematografo (disponibile in versione cartacea e digitale da domani 2 febbraio) festeggia in occasione del settantesimo anniversario dall’uscita in sala.

Nell’intervista esclusiva curata da Gian Luca Pisacane, Chazelle svela quanto Minnelli abbia influenzato la sua visione, come dimostra l’ormai celebre “dream ballet” che chiude La la Land. “Nella sua forma più tipica ma anche sperimentale – spiega Chazelle – è pure innovazione incastonata nella cornice classica di Hollywood”. Un dialogo profondo e appassionato sull’impatto di questo grande classico sull’immaginario degli spettatori. Nell’intervista esclusiva, il celebre regista rivela anche suoi progetti futuri: girerà un altro musical?

L’omaggio a Un americano a Parigi e al suo autore prosegue con i contributi di Marzia Gandolfi, Daniela Turco, Orio Caldiron e Paolo Baldini, che da questo numero inizia a collaborare con la Rivista del Cinematografo: un’occasione per tornare a parlare della carriera e dello stile di un regista che ha rivoluzionato il musical hollywoodiano, senza dimenticare gustosi retroscena sulle star che hanno contribuito a costruire il genere, come Fred Astaire e Ginger Rogers.

Da questo mese, la Rivista del Cinematografo raccoglie la sfida di un rinnovamento, al passo con i tempi, che da sempre contraddistingue la sua lunga storia al servizio dei lettori. Un percorso di evoluzione che non è solo formale ma sostanziale: nuova veste grafica, nuovi contenuti, nuovi sguardi, approfondimenti, un accompagnamento al lettore nel cinema e nell’universo audiovisivo sempre più multimediale e sperimentale.

Uno sguardo al passato per capire meglio i giorni nostri, il tempo segnato dalla pandemia ma anche dal desiderio di rinascita e dalla speranza di tornare a vivere il quotidiano con nuove consapevolezze.

Un presente che sembra arrivare da molti film che abbiamo visto negli ultimi anni, a sottolineare la potenza immaginifica del cinema. Come dimostra l’assalto a Capitol Hill, che Gianni Riotta, nella sua rubrica, collega per ignoranza e crudeltà The Painted Bird, un film del regista ceco Vaclav Marhoul presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2019. E che Federico Pontiggia mette in relazione con Il ritorno del cavaliere oscuro, Joker e Mad Max: Fury Road, film che sembrano aver presagito quelle scene.

Si rinnova lo spazio dedicato alla formazione dei giovani spettatori, Sapere Vedere. “Un metodo da inventare”, come spiega Simona Busni in quello che sarà un appuntamento mensile con l’approfondimento di questioni aperte sulla didattica del cinema. Proseguono le collaborazioni con Scelte di classe e Orientaserie, per accompagnare e guidare i ragazzi nella visione di film e serie tv.

Come sempre spazio alle rubriche di Nadia Terranova, Giacomo Poretti, Bruno Fornara e a un nuovo appuntamento. Chiara Tagliaferri esordisce con Amabili Resti: ogni mese il ricordo di un’attrice che ci ha lasciati in giovane ma che ha segnato la storia del cinema. Si inizia con Natalie Wood.

E ancora uno sguardo sui film e sulle serie tv consigliate dalla redazione della Rivista del Cinematografo, monitorando le ultime uscite sulle piattaforme di streaming (Netflix, Amazon Prime Video, Sky) e segnalando contenuti già noti al pubblico al quale si propone uno sguardo critico originale e imperdibile.

“Rimango affascinato dalla passione contagiosa che profondono nel proprio lavoro coloro che trasformano in realtà il sogno dei cinema. Quando si parla di passione, troppo spesso la si banalizza quasi fosse un mistico sacro fuoco che avvampa misteriosamente una esigua minoranza di eletti, quasi sempre naïve” – dichiara mons. Davide Milani, direttore della Rivista – “La passione invece è quella di chi, in anno così probante, sta operando indefessamente per determinare un futuro in cui c’è posto (elenco per sommi capi) per l‘esperienza della visione condivisa, di produzioni anche italiane, di buona fattura, d’essai o per grandi incassi e di tutto quanto è necessario per conoscere e dibattere”.

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