Cinema “papale papale”

Inaugurata al Palazzo dell'Arengario di Monza la mostra "Papi in soggettiva": un viaggio multimediale nel controverso rapporto tra i pontefici e il grande schermo
Cinema “papale papale”
Nanni Moretti con Michel Piccoli in Habemus Papam

In occasione della visita pastorale del Santo Padre a Milano sabato 25 marzo, la Fondazione Ente dello Spettacolo organizza la mostra fotografica PAPI IN SOGGETTIVA – I PONTEFICI, IL CINEMA, L’IMMAGINARIO, in programma al Palazzo dell’Arengario di Monza dal 22 marzo al 2 aprile 2017.

L’esposizione – realizzata in collaborazione con Triplae e STUDIO GRAFICO MIGUAL e inserita nell’evento “M’illumino d’immenso”, promosso dal Comune di Monza e dall’Arcidiocesi di Milano – ripercorre l’evoluzione del rapporto tra i pontefici e il cinema in una carrellata multiforme di fotografie, stralci di discorsi, prime pagine, fotogrammi, lettere e locandine. Una relazione complessa, talvolta contraddittoria, documentata attraverso le parole del magistero, gli incontri con il mondo dello spettacolo, i documentari storici e i film nei quali i pontefici in carne e ossa si sono prestati all’eccezionale ruolo di “attori”.

Dai pronunciamenti di Pio XII al Pastor Angelicus alla disinvoltura mediatica di Bergoglio e al The Young Pope di Paolo Sorrentino, la mostra delinea un percorso suggestivo, che da una parte richiama alla memoria il magistero della Chiesa in materia di audiovisivo, dall’altra il modo in cui il cinema e la tv si sono rapportati alla Chiesa e al suo massimo rappresentante, come ne hanno rimesso in questione l’aspetto iconico e, conseguentemente, il significato lungo il processo di secolarizzazione che dal ‘900 ha investito il sacro in molte delle sue espressioni.

Ecco allora le suggestive immagini concesse dall’Archivio dell’Osservatore Romano di Papa Leone XIII (1878-1903) filmato in Vaticano il 24 giugno 1898 dagli americani William Kennedy-Laurie Dickson ed Emile Lauste; i documenti relativi a Papa Pio X (1903-1914) e ai pochi fotogrammi che lo riprendono in una passeggiata nei giardini vaticani; Papa Pio XI (1922-1939) che si intrattiene con la troupe della Paramount News che ha filmato l’inaugurazione della Stazione Radio Vaticana il 12 febbraio 1931 (fu questa la prima occasione in cui una casa di produzione ebbe la possibilità di catturare il primo «film parlante» di un pontefice). E ancora Papa Pio XII che il 14 luglio 1945 dà udienza ai membri del Motion Picture Executive Committee of Hollywood; il documento con il quale sempre Papa Pio XII, il 14 febbraio 1958, proclamò Chiara di Assisi patrona universale della televisione; il comunicato stampa che testimonia come Papa Giovanni XXIII fu fonte di ispirazione per “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini; lo scambio epistolare tra Papa Paolo VI e Roberto Rossellini; Papa Giovanni Paolo II (1978-2005) a Hollywood il 15 settembre 1987 per il suo discorso davanti a 1200 operatori dell’industria americana dei mass-media e il suo incontro con i protagonisti del cinema italiano a Piazza San Pietro in occasione del Giubileo del mondo dello spettacolo il 17 dicembre 2000; Papa Benedetto XVI davanti allo schermo che proietta la fiction Maria di Nazareth e infine Papa Francesco, che ha dichiarato più volte di non guardare la televisione e di amare profondamente il cinema, durante le udienze concesse ad Angelina Jolie (8 gennaio 2015) e Roberto Benigni (11 gennaio 2016)

La prima sezione si chiude con la messa a fuoco dei momenti recenti in cui l’estetica  del cinema ha  fatto  capolino  nel  racconto  audiovisivo  dei  papi  raffinando  lo sguardo dei pubblici di tutto il mondo, a partire dalla fotografia che apre l’allestimento e che richiama l’inquadratura in semi-soggettiva che caratterizzò l’affaccio dal balcone di San Pietro di Papa Francesco nella diretta del Centro Televisivo Vaticano.

Nella seconda sezione, la mostra illustra anche i tre grandi modi in cui il cinema e la televisione hanno rappresentato la figura del Papa nel corso del Novecento. Si parte da una serie di scatti di scena e fotogrammi che documentano l’incontro tra la storia dei pontefici e il cinema: da “La presa di Roma” (1905) di Filoteo Alberini, che immortala Pio IX, fino a “Sfumature di verità” (2015) su Pio XII, soggetti, inquadrature, fermi-immagine che illustrano anche la progressiva secolarizzazione della rappresentazione del papa nel cinema. Si passa poi ad un approfondimento sui papi prodotti dall’immaginazione degli uomini di cinema, sguardi spesso irriverenti, impietosi, cattivi, dissacranti, ma anche sguardi che aprono all’Altrove: da Kiril I, papa sovietico fantasticato da Michael Anderson al kafkiano papa di Marco Ferreri e ai sofisticati, introspettivi e onirici papi dei trionfi immaginifici di Nanni Moretti e Paolo Sorrentino. Infine lo sguardo si sposta alle biografie televisive degli anni recenti, le fiction sui papi trionfatrici dell’auditel: una raffigurazione rassicurante dei papi del ‘900, che intercetta, tutt’altro che banalmente, il prepotente “ritorno del sacro” dell’uomo postmoderno.

A conclusione del percorso, spazio ad una postazione edicola: La Rivista del Cinematografo e i papi dove si presentano alcune delle pagine più significative che il periodico di cinema più antico (è nato nel 1928) ha dedicato ai papi nel corso della sua storia.

Il progetto della mostra è di don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, il coordinamento editoriale di Gianluca Arnone (FEdS), direzione scientifica, ricerche e testi sono di Gianluca della Maggiore (Scuola Normale Superiore, Pisa), il coordinamento tecnico e la ricerca iconografica di Giulia Angelucci (Centro Studi Cinematografici).

Dopo Monza, Papi in soggettiva si sposterà in altre città.

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