Casa mother!

Darren Aronofsky torna in gara a Venezia con un film "nato dall'angoscia di osservare l'eterna insoddisfazione degli esseri umani". Con Jennifer Lawrence e Javier Bardem
Casa mother!
Darren Aronofsky - Foto Karen Di Paola

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Questo film è stato un’esperienza strana perchè gli altri miei film hanno richiesto molti anni di gestazione: Black Swan 11 anni, Noah 20 anni, questo invece è venuto fuori in cinque giorni. Ed è venuto fuori pensando a quello che sta succedendo sul nostro pianeta e al fatto di non essere in grado di fare niente. È venuto fuori dalla rabbia, causata da questa angoscia ed impotenza, dall’osservare l’eterna insoddisfazione degli esseri umani e dal bisogno continuo di consumare tutto”.

Darren Aronofsky torna al Lido sette anni dopo aver aperto la Mostra di Venezia con Il Cigno Nero e presenta in concorso mother!, interpretato da Jennifer Lawrence (che nel frattempo è diventata la fidanzata del regista, ndr) e Javier Bardem, impegnati in un thriller con sfumature soprannaturali che ha ottenuto un’accoglienza per lo meno contrastata nelle proiezini in anteprima per la stampa.

“Appena scritta la prima versione, in pochi giorni l’ho fatta leggere a Jennifer che ne è rimasta entusiasta e ad un tratto stavamo già facendo il film”, aggiunge il regista. Per sua stessa ammissione, questo film “è venuto fuori come da un sogno delirante”. Al centro della storia la relazione di una coppia (lui scrittore in crisi creativa e lei impegnata nella ristrtturazione della casa in campagna dove si sono isolati) messa a dura prova quando alcuni inattesi ospiti (prima la coppia formata da Michelle Pfeiffer e Ed Harris poi uno stuolo di inquietanti e invadenti avventori sempre più minacciosi) si presentano a casa loro, gettando nello scompiglio la loro tranquilla esistenza.

Il cast

“L’invasione che la protagonista subisce è al centro dell film e abbiamo cercato di rendere questa sensazione anche attraverso i colori, che sono prima quelli di una campagna naturale e poi sempre più innaturali ed estranei. Il personaggio di Jennifer non si sente mai al sicuro, il pubblico non sa mai dove il film stia andando e a questo abbiamo lavorato anche con le musiche di Jóhann Jóhannsson”, spiega il regista.

La casa è uno dei protagonisti del film: “Tutto il film è una metafora. E la casa per tutti noi è ormai come un regno inviolabile, anche se poi siamo tutti pronti a violare le casa altrui. Non sono in grado di dire con esattezza dove affondino le radici di questo film. Però non è un caso che all’inizio del film ci sia la citazione del numero 6, che simboleggia il sesto giorno della Bibbia”, quello in cui Dio crea l’uomo.

Jennifer Lawrence – Foto Karen Di Paola

Jennifer Lawrence, abituata a ruoli di donne molto forti, si cimenta in un personaggio accodiscendente: “Darren ha cercato di mettermi in contatto con una parte di me che non conoscevo, me l’ha fatta tornare fuori. Per me è stato molto difficile”, confessa l’attrice. Il marito scrittore interpretatoo da Bardem è un artista narcisista, che vampirizza la compagna: “Sì sono molto narcisistico. Secondo me questa storia è estrema ma ha molte letture, ognuno deve scegliere quella che gli assomiglia di più. Però senz’altro il tema di fondo è il rapporto tra lo scrittore e la sua creazione, che può essere il libro, la casa o la terra stessa”.

Javier Bardem e Jennifer Lawrence

Il finale del film parla di una ciclicità, di morte e di una  nuova nascita. “È un finale volutamente ottimista”, conclude il regista. Quanto alle critiche ricevute dal film nell’anteprima per la stampa, Aronofsky replica: “Mi rendo conto che questo film è come un percorso sulle montagne russe e bisogna essere disposti a salirci sopra”.

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