Berlino, La terra dell’abbastanza

Nella sezione Panorama del Festival il lungometraggio d'esordio dei fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo. Un film che racconta com'è "facile assuefarsi al male"
Berlino, La terra dell’abbastanza

Scritto e diretto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, La terra dell’abbastanza è stato annunciato oggi nel programma della sezione Panorama del 68mo Festival internazionale del cinema di Berlino.

I due registi Damiano e Fabio D’Innocenzo

Secondo titolo a rappresentare l’Italia, “La terra dell’abbastanza” è il lungometraggio d’esordio dei due ventottenni registi romani prodotta da Pepito Produzioni con Rai cinema e con il sostegno del Mibact e Regione Lazio.

Oltre ai protagonisti Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti e Milena Mancini compaiono nel cast in una versione del tutto inedita anche Luca Zingaretti e Max Tortora.

“Con questo film volevamo raccontare com’è maledettamente facile assuefarsi al male” dichiarano gli autori. “In un mondo in cui la sofferenza è sinonimo di debolezza, i nostri protagonisti si spingeranno oltre il limite della sopportazione: vedere fin dove si può fingere di non sentire nulla. Siamo particolarmente onorati che il nostro film sia stato scelto dal Festival di Berlino perchè molta della nostra educazione al buon cinema proviene da qui. Dividiamo questo momento con tutti coloro che hanno creduto in noi e soprattutto con chi insieme a noi ha lavorato duramente a questo progetto fino ad arrivare qui”.

Il film racconta la storia di Mirko e Manolo, due giovani amici della periferia romana. Bravi ragazzi fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è il pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, il rispetto ed il denaro che non hanno mai avuto. Un biglietto d’entrata per l’inferno che scambiano per un lasciapassare verso il paradiso.

La fotografia è di Paolo Carnera, le musiche di Toni Bruni, il montaggio di Marco Spoletini, i costumi di Massimo Cantini Parrini.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy