Barbareschi uno e bino

"Sono il produttore del film e non volevo anche interpretarlo, ma...", dice Luca. Che porta in sala Dolceroma di Fabio Resinaro
Barbareschi uno e bino

“Non volevo fare questo personaggio: sono il produttore del film e non volevo anche interpretarlo. L’ho proposto a tantissime persone, tra cui Sergio Castellitto, ma tutti hanno rifiutato. Alla fine ho deciso di farlo io e penso che sia il più bel ruolo della mia carriera”. Parola di Luca Barbareschi che oggi al Teatro Eliseo, di cui è proprietario e direttore artistico, ha presentato il film di Fabio Resinaro dal titolo Dolceroma, che ha prodotto con la sua Casanova e nel quale interpreta anche uno dei protagonisti: un produttore cinematografico di nome Oscar Martello.

Realtà e finzione si mescolano in questo film che racconta la storia di un aspirante scrittore (Lorenzo Richelmy) in attesa della grande occasione della sua vita. Questa arriva quando conosce Oscar Martello, che è deciso a portare sul grande schermo il suo romanzo Non finisce qui. Ma i capitali a disposizione sono pochi, il regista (Luca Vecchi) è incompetente, l’attrice protagonista Jacaranda (Valentina Bellè) anche, e alla fine il risultato è disastroso. Il film però deve assolutamente uscire in sala e così il produttore insieme allo sceneggiatore concepiscono un piano diabolico nel quale c’è di mezzo anche la camorra. 

“Un film che parla di cinema è rischioso – dice il regista Fabio Resinaro -. Io volevo realizzare una storia universale. E’ una metafora che rappresenta un sistema di potere e il giovane aspirante scrittore è un archetipo che simboleggia il disagio verso questo apparato. Oscar di fatto è in qualche modo il suo mentore. E’ un tema quasi filosofico: un autore che vuole entrare nel mondo del cinema ed è ossessionato dall’idea di non riuscire a governare e a controllare gli eventi”.

E sul suo personaggio Barbareschi, che è stato interrotto in conferenza stampa dall’irruzione di uno de Le Iene (“Il signor Berlusconi deve capire che finché produce questa roba fa tossicità. Questi de Le Iene sono degli sterco-rari”, ha commentato), aggiunge: “Martello è un personaggio che mi ha permesso di dire tutto quello che penso nella vita. Picchia a sangue gli sceneggiatori, qui c’erano Le Iene e io lo avrei voluto fare, mente, piange, si commuove, non ha freni inibitori. A Roma uno cade nelle buche e poi deve pagare per le riparazioni, è diventato tutto paradossale, perché la reazione umana non c’è più”. Poi prosegue: “E’ tutta la vita che faccio questo mestiere e ogni volta che interpreto una parte prendo qualcosa dalla realtà. In questo caso ho rubato qualcosa da Pietro Valsecchi, da De Laurentiis e anche dal produttore esecutivo di questo film, Claudio Gaeta, che porta avanti tutti i miei set e che talvolta è un uomo terribile capace anche di spezzare le gambe a un macchinista. Vorrei sottolineare che questo è un film unico nella cinematografia italiana degli ultimi anni perché è spettacolare ed è stato realizzato con un budget normale di 4 milioni e mezzo di euro”.

Dolceroma è liberamente ispirato al romanzo Dormiremo da vecchi di Pino Corrias edito da Chiarelettere. “Il mio libro è stato uno spunto. Il film lo ha trasformato in un’altra cosa – dice lo scrittore -. D’altronde gli occhi di chi scrive non sono quelli di chi dirige. All’inizio il mio romanzo doveva chiamarsi Dolceroma, poi tutti mi dissero che era il nome di una pasticceria romana e così cambiai il titolo. Tanti mi hanno chiesto a chi mi ero ispirato per il personaggio di Oscar Martello, un imprenditore pirata e squalo che è al tempo stesso romantico e fragile: finalmente ora posso dire a Luca Barbareschi!”. “Ho giocato più con i toni rispetto al libro, spostandomi verso l’azione e il thriller per tenere lo spettatore attaccato alla sedia. E il luogo è più un luogo immaginario che non ha un’intenzione di critica tagliente rispetto alla città di Roma”, spiega il regista.

Nel cast anche Claudia Gerini, nel ruolo della ricca moglie di Martello, che dice: “Ho apprezzato questa donna eccentrica e ambiziosa che ha questo matrimonio d’interesse con Oscar”, Francesco Montanari nel ruolo dell’ispettore Raul Ventura, la già citata Valentina Bellè (“Grazie al cielo non ho nulla in comune con Jacaranda che è un personaggio senza speranze”), Libero De Rienzo nella parte del camorrista, Iaia Forte e Armando De Razza.

Nel film Oscar Martello si è fatto scolpire un David di Donatello perché non l’ha mai vinto. “Neanche io l’ho mai vinto. E, se è per questo, non vengo neanche invitato alla cerimonia dei David dopo il caso Brizzi e il movimento del #MeToo. Vorrà dire che anche io mi comprerò un David. Ma a questo punto è meglio comprarsi un Oscar”, conclude Barbareschi ricordando infine che quest’anno il Teatro Eliseo festeggia i suoi cento anni.

Dolceroma uscirà nelle sale il 4 aprile distribuito in duecento copie da 01 distribution.

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