Annunciati gli Oscar onorari 2022

A Samuel L. Jackson, Elaine May e Liv Ullmann i premi alla carriera. Danny Glover riceverà il Jean Hersholt Humanitarian Award. Cerimonia di consegna il 15 gennaio
25 Giugno 2021
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Annunciati gli Oscar onorari 2022
da sinistra: Samuel L. Jackson in The Hateful Eight; Elaine May (WEPHOTO); Liv Ullmann (Capital Pictures); Danny Glover (WEBPHOTO)

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato gli Oscar onorari a Samuel L. Jackson , Elaine May e Liv Ullmann e il premio umanitario Jean Hersholt a Danny Glover. La cerimonia di consegna si svolgerà nell’ambito del 12° Governors Awards dell’Academy, sabato 15 gennaio 2022 a Los Angeles.

“Siamo entusiasti di presentare i Governors Awards di quest’anno a quattro premiati che hanno avuto un profondo impatto sia sul cinema che sulla società”, ha affermato il presidente dell’Academy David Rubin.

“Sam Jackson è un’icona culturale il cui lavoro dinamico ha influenzato i generi, le generazioni e il pubblico di tutto il mondo, mentre l’approccio audace e senza compromessi di Elaine May al cinema, come scrittrice, regista e attrice, risuona più forte che mai tra gli amanti del cinema. Il coraggio e la trasparenza emotiva di Liv Ullmann hanno regalato al pubblico rappresentazioni cinematografiche profondamente toccanti e la difesa decennale di Danny Glover per la giustizia e i diritti umani riflette la sua dedizione nel riconoscere la nostra umanità condivisa dentro e fuori dallo schermo.

Presenza indelebile in oltre 100 produzioni, sia blockbuster che indie, il settantaduenne Jackson ha ottenuto una nomination all’Oscar come attore non protagonista per Pulp Fiction (1994).

Jackson è interprete feticcio di Spike Lee, con cui ha lavorato in sei film: Aule turbolente (1988), Fa’ la cosa giusta (1989), Mo’ Better Blues (1990), Jungle Fever (1991), Oldboy (2013) e Chi-Raq (2015). Importante il sodalizio con Quentin Tarantino: dopo Pulp Fiction ha partecipato a Jackie Brown (1997), Django Unchained (2012) e The Hateful Eight (2015) nonché in un cameo in Kill Bill: Volume 2 (2004), voce narrante in Bastardi senza gloria (2009) e nel film scritto da Tarantino Una vita al massimo (1993). Jackson è apparso anche nella trilogia prequel di Guerre stellari, nel Marvel Cinematic Universe nel ruolo del direttore dello S.H.I.E.L.D. Nick Fury e nei film di M. Night Shyamalan Unbreakable – Il predestinato (2000) e Glass (2019). Nel 2009 è entrato nel Guinness dei primati come l’attore che in carriera ha realizzato il record di incassi al botteghino e non solo.

Tra i più stimati e versatili talento dello spettacolo americano, Elaine May si è affermata negli anni Cinquanta costituendo con Mike Nichols un memorabile sodalizio artistico.

Sul grande schermo ha lasciato il segno sul grande schermo come attrice, sceneggiatrice e regista di È ricca, la sposo e l’ammazzo (1971). Ha diretto anche il cult Il rompicuori (1972), Mikey e Nicky (1976) e Ishtar (1987). Come sceneggiatrice ha ricevuto due nomination all’Oscar per le sceneggiature adattate per Il paradiso può attendere (1978) e I colori della vittoria (1998). Ha collaborato, non accreditata, alle sceneggiature di Reds (1981), Tootsie (1982), Labyrinth (1984). Woody Allen la vuole come sua moglie in Criminali da strapazzo (2000) e nella serie Crisi in sei scene (2016).

Liv Ullmann, una delle più grandi attrici europee, ha iniziato la sua carriera come attrice teatrale nella natia Norvegia e si è imposta all’attenzione del pubblico internazionale in Persona (1966), il primo film che ha realizzato con Ingmar Bergman.

Il sodalizio, privato e professionale, proseguì con i film L’ora del lupo (1968), Passione (1969), Sussurri e grida (1972), Scene da un matrimonio (1973), L’immagine allo specchio (1976, candidatura all’Oscar come miglior attrice), L’uovo del serpente (1977), Sinfonia d’autunno (1979) e Sarabanda (2003). Ullmann ha ottenuto un’altra nomination all’Oscar nel 1973 per Karl e Kristina (1971) di Jan Troell, con cui recitò anche in La nuova terra (1972) e Una donna chiamata moglie (1974). Attiva anche nel cinema anglosassone in film come La papessa Giovanna (1971), La signora a 40 carati (1973), Quell’ultimo ponte (1977), è stata attiva anche in Italia con Mario Monicelli in Speriamo che sia femmina (1985) e Mauro Bolognini in Mosca addio (1986, per entrambi i film ha vinto un David di Donatello). Nel 1992 passò alla regia con Sofie. Nel 1996 diresse Conversazioni private, scritto da Ingmar Bergman, e nel 2000 L’infedele, ancora scritto dal suo mentore ed ex compagno. Nel 2014 ha diretto Miss Julie con Jessica Chastain.

Danny Glover ha catturato per la prima volta l’attenzione del pubblico cinematografico in Il colore viola (1986) e ha conosciuto la popolarità accanto a Mel Gibson nella serie Arma letale (dal 1987).

È anche apparso in To Sleep with Anger (1990), I Tenenbaum (2001), Dreamgirls (2006), Beyond the Lights (2014), Sorry to Bother You (2018) e I morti non muoiono (2019) Riceve il premio umanitario Jean Hersholt in quanto attivista della comunità nera: sostenitore di una maggiore giustizia economica e dell’accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione negli Stati Uniti e in Africa, è stato ambasciatore di buona volontà per il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ed è attualmente ambasciatore di buona volontà dell’UNICEF.

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