Al Siloe Film Festival si cerca la donna

"Woman, a quest" è il titolo scelto per la quarta edizione della kermesse di Poggi del Sasso: tre giorni di cinema e di incontri sullla questione femminile nel mondo di oggi
21 luglio 2017
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Al Siloe Film Festival si cerca la donna

Il meraviglioso monastero di Siloe a Poggi del Sasso (Cinigiano), è da ieri anche il teatro di una manifestazione cinematografica che negli ultimi quattro anni ha animato l’esteta calma della Maremma. Parliamo del Siloe Film Festival che fino al 22 luglio proporrà un’ampia selezione di cinema di qualità e una serie di incontri con esponenti del mondo della cultura: “Il cinema è narrazione, quindi sentimento”, afferma Fabio Sonzogni, il direttore artistico del festival. “Indugia contemplando l’umano, ne narra le fatiche, gli eventi, le singolarità,
le lotte, i conflitti, i successi. Il cinema che piace a noi è ricerca inesausta dello spirito delle cose. Ascoltarlo in un luogo eretico abitato dal silenzio, dalla quiete, dalla solitudine, dall’idiozia – in Monastero – è fare esperienza di quella tensione verticale che permette un accordo superiore, che ti consente di accedere al completamente Altro”. 

Ogni anno un tema diverso e per la quarta edizione la kermesse si veste di rosa dedicando il programma alla donna. Donna, alla ricerca – Woman, a quest – è il titolo scelto anche per il concorso dei cortometraggi, con 12 finalisti – quattro italiani, tre tedeschi, due inglesi, uno afghano, uno austriaco, uno egiziano – che si contenderanno il premio finale.
L’arena di Siloe si conferma inoltre occasione di dibattito e di confronto: «Nei tre giorni del festival – ricorda Sonzogni – intendiamo confrontarci attorno alla condizione della donna, al suo ruolo dentro questo nostro tempo dove la differenziazione di genere è sempre più labile, dove l’incontro con altre culture e religioni genera conflitti, dove la donna con 80 dollari si può fare un figlio con un kit inviato via posta, dove si può affittare un utero, dove si incontra l’altro su un social, dove si può consumare lì quell’incontro, dove presto la scienza ci permetterà di generare senza il bisogno del sesso opposto, dove l’emozione vince sul sentimento, dove il “perché no” vince sull’attesa e sul progetto. Questo nostro tempo ha vissuto la lotta dell’emancipazione femminile e ogni giorno deve proteggere e verificare i traguardi raggiunti. Cosa accade alla donna, oggi?”

Dopo la prolusione di ieri del filosofo Umberto Curi sul tema Sesso debole? Alle origini del femminile, oggi tocca all’attivista di origini giordano-palestinesi Sumaya Abdel Qader (Che cosa accade / che cosa fa accadere la donna mussulmana, oggi), e alla regista israeliana Miriam Camerini (Che cosa accade / che cosa fa accadere la donna ebrea, oggi) confrontarsi sull’identità femminile a partire da culture diverse. Domani concluderanno il ciclo di incontri la giornalista e regista protestante Gianna Urizio (La Bibbia è misogina? Dove, quando e perché la bibbia parla delle donne?) e Mons. Dario Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (Lo sguardo femminile sulla realtà, il Cinema fatto dalle donne).

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