Addio a Monica Vitti

90 anni, è morta dopo una lunga malattia. Tra le attrici più importanti e significative del cinema italiano e internazionale
2 Febbraio 2022
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Addio a Monica Vitti
Monica Vitti - Archivio Storico dell'Istituto Luce (Webphoto)

E’ morta Monica Vitti. 90 anni, l’attrice combatteva da molto tempo contro una malattia. Ne dà il triste annuncio Walter Veltroni attraverso Twitter.

Appartenente a una famiglia della piccola borghesia romana, Monica Vitti (all’anagrafe Maria Luisa Ceciarelli) decide giovanissima di assecondare il suo amore per la scena: a soli quattordici anni interpreta la protagonista sessantenne de La nemica di Dario Niccodemi e si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma.

Si diploma nel 1953 sotto la guida di Sergio Tofano che ne intuisce fin da subito anche la vis comica. La vera occasione arriva l’anno successivo quando il suo maestro la porta con sé sul palcoscenico teatrale ne L’avaro di Moliére diretto da Fersen e poi le fa anche interpretare il ruolo di Ofelia in Amleto di Riccardo Bacchelli.

Nel 1958 ottiene il primo ruolo cinematografico di rilievo ne Le dritte di Mario Amendola. Negli stessi anni, Monica inizia anche a lavorare nell’ambito del doppiaggio: nel 1957 presta la voce a Dorian Gray in Il grido e conosce il regista Michelangelo Antonioni. Nasce così un sodalizio, umano e artistico, destinato a lasciare una traccia indelebile nel cinema mondiale.

Insieme danno vita alla cosiddetta tetralogia dell’incomunicabilità, iniziata nel 1960 con il capolavoro L’avventura, pietra miliare del cinema d’autore di tutti i tempi. Nel 1961 è la volta di La notte: il ruolo di Valentina le fa vincere il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista. Un anno dopo affianca Alain Delon in L’eclisse e nel 1964 domina Deserto rosso, primo film a colori di Antonioni sul cui set conosce il direttore della fotografia Carlo Di Palma, al quale sarà legata sentimentalmente.

Alla metà degli anni Sessanta tenta la strada del cinema internazionale interpretando il fumettistico Modesty Blaise. La bellissima che uccide di Joseph Losey (1966). Nel frattempo cambia registro e si avvicina alla commedia, prima negli episodi dei collettivi Alta infedeltà (1964), Le bambole (1965), Le fate (1966) e poi nell’adattamento di Ti ho sposato per allegria diretto da Luciano Salce (1967), fino alla consacrazione brillante nel 1968 con La ragazza con la pistola di Mario Monicelli, candidato all’Oscar per il miglior film straniero e che permette a Vitti di vincere David di Donatello, Nastro d’argento, Globo d’Oro, Grolla d’Oro e la Concha de Plata al Festival di San Sebastián.

Nel 1969, dopo un primo contatto in Il disco volante di Tinto Brass (1964), Alberto Sordi la sceglie come moglie in crisi nella commedia drammatica Amore mio aiutami. Nel 1970 è Adelaide, contesa da Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini in Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola, per cui vince il Globo d’Oro. Con Sordi costituisce una coppia di grande successo popolare: insieme recitano nel nostalgico Polvere di stelle (1973, David di Donatello) e nell’amaro Io so che tu sai che io so (1981).

Richiesta da registi stranieri come Miklos Jancso (La pacifista, 1970), Luis Buñuel (Il fantasma della libertà, 1974) e André Cayatte (Ragione di Stato, 1978), Vitti macina premi (un altro David per Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa nel 1970, altri Globi d’oro per La supertestimone nel 1971 e La Tosca nel 1973) e interpreta i film diretti da Carlo Di Palma, dall’opera prima Teresa la ladra (1973) a Qui comincia l’avventura (1975) fino a Mimì Bluette… fiore del mio giardino (1976).

Nel 1975 la sua interpretazione di Lisa, moglie trascurata che il marito, un innamorato Ugo Tognazzi, tenta di riconquistare con ogni mezzo, in L’anatra all’arancia di Salce, le fa vincere Nastro d’Argento e David di Donatello. Nel 1978 conquista un altro David per l’one woman show Amori miei.

Nel 1978 si avvicina anche all’universo televisivo che le dà l’occasione di recitare al fianco di Eduardo De Filippo in Il cilindro. Nel 1980, sempre sul piccolo schermo, torna a recitare per Michelangelo Antonioni nello sperimentale Il mistero di Oberwald.

Negli anni Settanta s’innamora dell’operatore Roberto Russo, che sposa in Campidoglio il 28 settembre 2000 dopo 27 anni di convivenza. Al suo fianco produce e interpreta i film da lui diretti Flirt (che nel 1983 le vale Orso d’Argento al Festival di Berlino) e Francesca è mia (1986). Nel 1990 debutta nella regia con l’innovativo Scandalo segreto che le fa vincere il Globo d’oro come interprete e regista. Nel frattempo non dimentica il teatro e interpreta, con Rossella Falk, la versione femminile di La strana coppia di Neil Simon, adattata e diretta da Franca Valeri.

Pubblica nel 1993 la sua autobiografia Sette sottane e nel 1995 Il letto è una rosa. Nello stesso anno la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia le attribuisce il Leone d’oro alla carriera.

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