A scuola di cinema

Mario Monicelli e Valerio Mastandrea incontrano gli studenti di Roma per una lezione di storia e di settima arte. Il regista: "L'italiano di oggi? Un borghese piccolo piccolo"
29 Aprile 2010
A scuola di cinema

“Oggi se vai di moda interpretando un personaggio, te lo fanno rifare tutta la vita”. Parola di Valerio Mastandrea, intervenuto stamattina alla Sala Umberto della capitale nell’ambito del progetto per le scuole “Cinema & Storia” promosso dalla Provincia di Roma e dall’Associazione Giornate degli Autori, in collaborazione con Cinecittà Luce e con il sostegno del Mibac. Focus su Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli. Il regista è presente all’incontro con gli studenti: “Leggendo il libro di Cerami – racconta Monicelli – mi venne l’idea di farne un film”. Mastandrea modera, sprona i ragazzi a fare domande (“Se avessi saltato due ore di greco io una domanda me la sarei preparata se non altro per gratitudine!”).
Si viaggia a briglia sciolta attraverso il cinema del passato, lo sguardo è nostalgico: “Il cinema di Monicelli, Scola, Risi era un’arma in quegli anni per raccontare il paese. – dice Mastandrea – Oggi si cerca in ogni modo di andare incontro al pubblico. Si va in un’unica direzione alla ricerca di un riscontro immediato, quando invece il mercato dovrebbe essere variegato come quello di Campo de’ Fiori”. Risponde Monicelli: “Si pensa che l’Italia abbia raggiunto il benessere in Europa. Io vedo tanta irresponsabilità e menefreghismo. Abbiamo costruito una società preda del mercato. Respingiamo gli immigrati e ci chiudiamo in un bunker grande come tutto l’Occidente: questo è il borghese piccolo piccolo di oggi”.
Poi tornando al “suo” borghese piccolo piccolo, rivela: “Alberto Sordi inizialmente non voleva farlo perché si rifiutava di interpretare un personaggio ambiguo temendo per la sua popolarità”. A Mastandrea invece piacciono i personaggi antipatici: “Voglio disturbare il mio pubblico, stimolarlo a porsi domande”. Monicelli aggiunge: “Allora scelsi Sordi perché era l’attore più amato dagli italiani. Volevo che per una volta gli fossero tutti contro”.
Si parla anche dell’attuale carenza di storie ben scritte. Mastandrea a riguardo: “E’ difficile trovare dei copioni che ti permettano di interpretare buoni personaggi e spesso mi sono trovato a dover rivedere le sceneggiature insieme ai registi”. Monicelli: “La scrittura è tutto, se ci sono testi coraggiosi si possono fare anche film coraggiosi. Saviano insegna”. Mastandrea ha rivelato in chiusura di voler fare un film di guerra dove si racconta il soldato di oggi.

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