30 anni senza Hitch

Il 29 aprile 1980 moriva il maestro del brivido. Autore di indimenticabili capolavori, da Notorius a Psyco (restaurato a Cannes)
27 Aprile 2010
30 anni senza Hitch
Il regista Alfred Hitchcock

Giovedì 29 aprile cade il trentennale della morte di Alfred Hitchcock, il celeberrimo maestro del brivido, autore di alcuni indiscussi capolavori della storia del cinema, da La finestra sul cortile a Psyco.
Non mancano le iniziative per celebrarlo: su Studio Universal (Premium Gallery sul DTT),  per l’intero mese d’aprile programmazione ad hoc, con trenta episodi degli Alfred Hitchock presents (I stagione) e cult quali La donna che visse due volte e Gli uccelli, mentre per una “panoramica d’autore” rimandiamo ad Alfred Hitchcock Lo sguardo del desiderio, informato e appassionato saggio di Roberto Manassero edito da Fondazione Ente dello Spettacolo.
Non solo, per Hitch è tempo anche di restauri: a Cannes Classics verrà presentata la versione restaurata di Psyco (1960), con la colonna sonora rimasterizzata.
Figlio di William, commerciante di frutta e verdura, e di Emma, dopo aver compiuto gli studi presso il severo St. Ignatius College, diretto dai padri gesuiti, nel 1914, dopo la morte del padre, Alfred si iscrive alla School of Engineering and Navigation. Durante la prima guerra mondiale si arruola nel Genio dell’Esercito e alla fine del conflitto viene assunto presso la Henley Telegraph and Cable Company come pubblicitario. E’ in questo periodo che inizia il suo interesse per il cinema. Nel 1919, la Famous Players-Lasky (futura Paramount) apre una filiale a Londra e Hitch ottiene l’ incarico di responsabile delle didascalie per passare in breve tempo alla sceneggiatura e all’aiuto regia.
Dopo due tentativi di regia non riusciti – Number 13 (1922) e Always Tell Your Wife (1923), iniziato da Hugh Croise – gira il suo primo lungometraggio muto Il labirinto della passione (1925), seguito da L’inquilino (1926): entrambi riscuotono un buon successo di pubblico e critica. Da quel momento in poi, appare con un cammeo in tutti i suoi film (generalmente all’inizio per non distogliere l’attenzione degli spettatori dalla trama), facendone quasi un marchio di fabbrica.
Nel frattempo firma un contratto in esclusiva con la British International Pictures, con cui gira il suo primo film sonoro, Ricatto (1929). Nella seconda metà degli anni ’30, la sua fama di “maestro del brivido” arriva anche negli Stati Uniti dove riscuote enorme successo con L’uomo che sapeva troppo (1934).
Nel 1939 si trasferisce a Hollywood e l’anno successivo la sua prima opera americana, Rebecca, vince l’Oscar come miglior film e consacra la fama di una giovane Joan Fontaine. Hitchcock riceve la candidatura come miglior regista: nel corso della carriera, seguiranno altre cinque nomination per Il sospetto (1941), Prigionieri dell’oceano (1944), Io ti salverò (1945), La finestra sul cortile (1954), Psyco (1960). Gli anni ’40 lo vedono di nuovo in patria per la realizzazione di due cortometraggi a scopo propagandistico.
Tornato in America gira Notorius che, anche per la presenza di Cary Grant e Ingrid Bergman, ottiene un enorme successo. Nel 1948 realizza il suo primo film in Technicolor, Nodo alla gola (1948), ma è un periodo poco fortunato per lui: la sua produzione Transatlantic fallisce, così Hitch, pur di non rimanere inattivo, dà lezioni di regia all’università di Los Angeles. Nel 1951 riprende l’attività e nel 1955 inizia a dirigere la famosissima serie tv: Alfred Hitchcock Presenta cui seguono alcuni dei suoi più grandi successi: Caccia al ladro (1955), La donna che visse due volte (1959), Gli uccelli (1963).
Nel 1966, il libro-intervista realizzato da François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, è fondamentale per richiamare sul regista l’attenzione dei critici americani, che non lo ritenevano un maestro, mentre quelli francesi già riconoscono in lui una delle personalità più rilevanti del cinema contemporaneo. Forse non a caso, solo nel 1967 arriverà l’Oscar alla carriera.
Molto apprezzato anche in Italia, è stato più volte presente con le sue opere alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e nel 1972 Franzy, girato con un budget ridottissimo viene selezionato per il festival di Cannes. Nel 1976 realizza il suo ultimo lavoro: Complotto di famiglia, che per la prima volta conquista i critici, unanimi nel lodare l’interpretazione dell’attrice Barbara Harris, ma non il pubblico. Nel 1980 riceve il titolo di “Knight Commander of the British Empire”, una delle più alte onorificenze della corona britannica. Molto riservato nella vita privata, spesso rifiutava di partecipare ad eventi mondani preferendo passare il suo tempo lontano dal set insieme alla moglie Alma Reville, sposata nel 1925, da cui ha avuto l’unica figlia Patricia. Nato a Leytonstone, Londra il 13 agosto 1899, Alfred Hitchcock è scomparso a Los Angeles il 29 aprile 1980.

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