Yattaman - Il film

Yatterman

GIAPPONE 2009
Ganchan e Janet costruiscono straordinari robot e all'occorrenza si trasformano nei supereroi Yattaman. Quando la giovane Shoko chiede loro aiuto per ritrovare il padre - scomparso nel Negitto mentre era sulle tracce di uno dei quattro frammenti della potente Pietra Dokrostone - gli Yattaman, vedranno la riuscita della loro impresa messa a rischio dagli acerrimi nemici, la Banda Drombo, composto dalla bellissima e perfida Miss Dronio e dai suoi tirapiedi Boyakki e Tonzula, che per l'occasione si sono alleati con il misterioso Dottor Drokobei, anche lui alla ricerca della Dokrostone.
SCHEDA FILM

Regia: Takashi Miike

Attori: Shô Sakurai - Gan Takada (Gan-chan, Saki Fukuda - Janet (Ai-chan, Kyôko Fukada - Miss Dronio (Doronjo, Kendô Kobayashi - Tonzula (Tonzra, Katsuhisa Namase - Boyackyi (Boyakki, Anri Okamoto - Shoko

Sceneggiatura: Tatsuo Yoshida, Masashi Sogo

Fotografia: Hideo Yamamoto

Musiche: Ikuro Fujiwara, Masaaki Jinbo

Montaggio: Kenji Yamashita

Scenografia: Yûji Hayashida

Durata: 111

Colore: C

Genere: FANTASY

Specifiche tecniche: ARRIFLEX 435 ADVANCED/ARRIFLEX 535B, DIGITAL INTERMEDIATE (2K)/SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)

Tratto da: omonima serie animata

Produzione: HORIPRO, J STORM, NIKKATSU, NIPPON TELEVISION NETWORK CORPORATION, ORIENTAL LIGHT AND MAGIC, SHOCHIKU COMPANY, TATSUNOKO PRODUCTIONS COMPANY, VIDEO AUDIO PROJECT (VAP), YATTERMAN FILM PARTNERS, YOMIURI TELECASTING CORPORATION (YTV)

Distribuzione: OFFICINE UBU (2011)

Data uscita: 2011-01-28

TRAILER
NOTE
- VOCI DELLA VESIONE ORIGINALE: CHIAKI TAKAHASHI (ROBBIE ROBBIE/OMOTCHAMA), JUNPEI TAKIGUCHI (DOTTOR DOKROBEI/DOKUROBEI).
CRITICA
"Chi nei primi anni Ottanta era poco più che un bambino, ricorderà l'avvento su Rete 4 di una strampalata serie di anime, 'Yattaman', che in un sol colpo si faceva beffe delle seriose e melodrammatiche anime di robot ('Goldrake', 'Mazinga', 'Jeeg Robot') che avevano nutrito l'immaginario dei bambini anni Settanta e seguenti. Per certi versi l'iconoclastia e la 'stupidera' dei contro eroi di 'Yattaman' era una delle prime evidenze, in versione anime giapponese, dell'avvento degli anni Ottanta con tutto il bagaglio di spensierato super kitsch e pop postmoderno. (...) Eppure, il rifiuto dell'epoca, tutto 'ideologico', lascia il passo ad altre considerazioni, notando che l'irriverenza, l'apparente non-sense e la libertà assoluta di questo anime ha una sua forza e originalità. La versione live con veri attori di 'Yattaman' non scuote lo spettatore originario dai suoi ricordi, perché salvo è lo spirito e l'approccio. La serie originaria ripeteva all'infinito lo stesso schema (...) e il film ne fa buon gioco. Memorabili sono le truffe del Trio (...), perfetta giocosa rappresentazione del mercato delle televendite! Ora, però, vogliamo un 'Goldrake' live. Anzi, forse no!" (Dario Zonta, 'L'Unità', 28 gennaio 2011)

"Il provocatorio Takashi Miike, in Concorso alla Mostra di Venezia con lo splendido '13 Assassins', ha tradotto per il grande schermo 'Yattaman', l' anime giapponese che arrivò in Italia nel 1983. Il risultato è degno del suo cinema spudorato e di culto grazie a titoli come 'Ichi the Killer' e 'Audition'. (...) Scemo, divertente, infantile, osceno (il cartone era solo allusivo) e dannatamente sconclusionato come solo un film di Miike può essere. Però che libertà. Grandi set, numeri musicali, acrobazie, computer graphic e divisione netta: prima parte avventurosa, seconda più psicologica e quasi drammatica. Più di venti milioni di euro di incasso in Giappone. Da cartone animato a film dal vivo: Miike ce l'ha fatta. A modo suo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 gennaio 2011)

"Ad essere troppo fedeli all'originale, a volte, si finisce per peccare ugualmente. E' il caso di questo live action del famoso anime giapponese con il quale sono cresciute due generazioni di fan che ritroveranno, in questa pellicola di Takashi Miike, gli ingredienti e i personaggi principali dei 108 episodi televisivi. Il tutto, però, tradotto con attori in carne ed ossa, si rivela molto leggero ed infantile, forzato e inutilmente lungo. Qualche sorriso scappa ma solo guardando il film con gli occhi nostalgici dell'infanzia; altrimenti, vi sembrerà la brutta copia dei 'Powers Rangers'." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 28 gennaio 2011)

"Partorito dal genio del giapponese Takashi Miike, che ha frullato il celebre anime, 'Yattaman' arriva sullo schermo per la gioia di grandi e piccini: i primi gradiranno scorie iconoclaste, parentesi morbose (trademark del regista) e cita-zionismo sui generis, i secondi si tufferanno tra i meandri fantasy, tutti vedranno felici e contenti." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 27 gennaio 2011)