Una cosa chiamata felicità

Stestí

GERMANIA 2005
Monika, Tonik e Dasha si conoscono sin dall'infanzia, trascorsa in un quartiere popolare di una cittadina di provincia. Diventati adulti, ognuno di loro ha intrapreso la propria strada: Monika si è fidanzata con un uomo che lavora in America ed è in attesa di raggiungerlo; Tonik si è trasferito in casa dell'eccentrica zia che aiuta nella lotta contro le industrie che vorrebbero espropriarne la casa in campagna; e Dasha, diventata madre di due bambini, è innamorata di un uomo sposato e ha gravi problemi di depressione. Quando quest'ultima viene ricoverata in una casa di cura per problemi mentali, Monika è chiamata a prendersi cura dei figli dell'amica. A darle supporto interviene anche Tonik, che la ospita nella casa di campagna e insieme al quale dà vita ad una sorta di serena famigliola. Il ragazzo vede nella nuova situazione un possibile cambio di vita da spendere insieme alla donna di cui è segretamente innamorato, ma Monika è sempre in attesa della chiamata dall'America e i due piccoli resteranno sempre i figli di Dasha...
SCHEDA FILM

Regia: Bohdan Sláma

Attori: Tatiana Vilhelmová - Monika, Pavel Liska - Toník, Anna Geislerová - Dasha, Marek Daniel - Jára, Zuzana Krónerová - Zia, Bolek Polívka - Soucek, Simona Stasová - Soucková, Martin Huba - Padre di Toník, Anna Kocisova - Madre di Toník, Iva Janzurová, Milos Cernousek, Zdenek Rauser, Marie Ludvíková

Sceneggiatura: Bohdan Sláma

Fotografia: Divis Marek

Musiche: Leonid Soybelman

Montaggio: Jan Danhel

Scenografia: Petr Pistek, Jan Novotný

Costumi: Zuzana Krejzková

Altri titoli:

Neco jako stestí

Stestí - Qualcosa come la felicità

Qualcosa come la felicità

Something Like Happiness

Durata: 100

Colore: C

Genere: DRAMMATICO COMMEDIA

Specifiche tecniche: 35 MM

Produzione: CESKA' TELEVIZE, PALLAS-FILM GMBH, NEGATIV LTD., PALLAS FILM, ZWEITES DEUTSCHES FERNSEHEN (ZDF), ARTE

Distribuzione: BIM

Data uscita: 2006-05-12

CRITICA
"Titolo metafora, persone che attraversano la giovinezza nella mutazione sociale post ideali: il vecchio e il nuovo, frigo vuoti e idromassaggi, panni stesi e telecamere, zuppe e sesso orale in montacarichi. Premiato qua e là nei festival, il film di Bohdan Slama cerca l'amore come un rabdomante appassionato, con rigore drammatico e attori bravi e sofferenti. Che fare? Correre via, non si sa dove, subito." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 maggio 2006)