Ritorno in Borgogna

Ce qui nous lie

Vini e vigneti per la bella riflessione (autobiografica) di Cédric Klapisch su genitori e famiglia. Da vedere e... gustare

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FRANCIA 2017
Dieci anni fa, Jean ha lasciato la famiglia, proprietaria di un grande vigneto in Borgogna, per girare il mondo. Informato della malattia terminale del padre, decide di tornare a casa, dove si riunisce con la sorella Juliette il fratello Jérémie. Ma la morte del padre poco prima dell'inizio della vendemmia ricopre i fratelli di nuove responsabilità. Nel corso di un anno, al ritmo del susseguirsi delle stagioni, i tre giovani adulti riscoprono e reinventano i loro legami famigliari, grazie alla passione per il vino che li unisce.
SCHEDA FILM

Regia: Cédric Klapisch

Attori: Pio Marmaï - Jean, Ana Girardot - Juliette, François Civil - Jérémie, Jean-Marc Roulot - Marcel, María Valverde - Alicia, Yamée Couture - Océane, Karidja Touré - Lina, Florence Pernel - Chantal, Jean-Marie Winling - Anselme, Éric Caravaca - Padre

Sceneggiatura: Cédric Klapisch, Santiago Amigorena

Fotografia: Alexis Kavyrchine

Montaggio: Anne-Sophie Bion

Scenografia: Marie Cheminal

Costumi: Anne Schotte

Durata: 113

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Produzione: BRUNO LEVY

Distribuzione: OFFICINE UBU

Data uscita: 2017-10-19

TRAILER
CRITICA
"Mai viste tante degustazioni vinicole come in questo film di Cédric Klapisch che lasciando le tre metropoli del suo 'Appartamento spagnolo', si pone al calore di una sauna di ricordi alcolici, sposando la causa quasi cecoviana di tre fratelli che ereditano una grande vigna. (...) un classico racconto familiare innaffiato da annate di bianco e rosso di Mersault. Là in Borgogna, corso per viticoltori, tripudio di colori di natura e qui pro quo familiari, compresi piccini e suocere." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 ottobre 2017)

"Le piccole perle sparse qui e là (che non mancano, soprattutto nel farci percepire l'intreccio tra sentimenti che legano i tre fratelli e amore fisico per la loro terra e il loro prodotto) risultano soffocate da un andamento generale piuttosto grigio, statico, scontato, poco interessante." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 19 ottobre 2017)

"(...) un buon taglio di cinema sul 'far vino' come avventura e cultura, sapienza e sacrificio, lontano dagli standard per esempio di Ridley e Co. in Provenza (...). Dopo la morte del padre due fratelli e una sorella affrontano il destino dell'azienda nella complessità per una volta ben sviluppata: dalle diverse ambizioni personali ai passaggi di lavorazione, dalle scelte di gusto (quale qualità, quale sensualità) alla difesa della proprietà come progetto, mentre paesaggio e contado sono raccontati senza fronzoli. (...) Cast ok. (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 19 ottobre 2017)

"Quanta fatica per avere l'uva a giusta maturazione e arrivare al piacere di un calice di vino. C'è chi eredita questa conoscenza dal papà, come il regista del film «Ritorno in Borgogna», Cédric Klapisch, e c'è chi può averne un assaggio entrando per due ore nel suo mondo. Il tutto mescolato ai capricci, ma stavolta dei sentimenti." (Claudia Ferrero, 'La Stampa', 19 ottobre 2017)

"Una elegante commedia familiare, tra vendemmie, rancori e degustazioni. Per quasi due ore i tre litigiosi protagonisti si rinfacciano antiche e nuove colpe, cercando di coinvolgere la platea. Prosit." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 ottobre 2017)

"Il recupero della propria identità avviene proprio attraverso le diverse fasi della vinificazione, come a suggerire la necessità di salvare tutto quello che di buono le tradizioni e la terra hanno ancora da offrire. Ripercorrendo e rivivendo le stagioni stesse dell'esistenza umana." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 20 ottobre 2017)