PAPA' TI RICORDO!

ITALIA 1952
Andrea, giovane musicista, è innamorato di Maria, che ricambia il suo affetto; ma il padre della fanciulla induce il parroco ad allontanare Andrea, che funge da aiuto organista. Andrea si trasferisce a Roma, dove conosce Daria, la bella amica di un ricco editore musicale, e ne diviene l'amante. La relazione tra Maria ed Andrea non è stata senza conseguenze: Maria, che aspetta un bimbo, è cacciata di casa. Ospitata da amici, dà alla luce una bimba, Marcellina. Successivamente Maria si reca a Roma, Per indurre Andrea a sposarla, ma il musicista, innamorato di Daria, tergiversa. Alla fine Maria si vede indotta ad affrontare direttamente la rivale, Daria: allo scontro tra le due assiste, inosservato, il protetore di Daria, che si vendica dell'infedele, uccidendola. Dell'assassinio è accusato Andrea, che attribuendo l'uccisione a Maria, non si difende e si lascia condannare. Maria, la quale crede che l'uccisore sia Andrea, ritorna al paese e sposa un antico pretendente. Andrea, uscito di prigione, apprende che l'editore assassino ha confessato, in punto di morte, il suo delitto. Incontratosi con Maria, questa lo supplica di non compromettere la felicità di Marcellina, che sta per sposarsi. Andrea si sacrifica ancora, felice che la figliola l'abbia comunque riconosciuto.
SCHEDA FILM

Regia: Mario Volpe

Attori: Doris Duranti, Livia Venturini, Ben De Gallura, Luciano Rebeggiani, Antonio Basurto, Pina Piovani, Erno Crisa, Lea Padovani - Maria, Ludmilla Dudarova - Daria, Irene Genna - Marcellina, Luigi Tosi, Paolo Carlini - Andrea, Umberto Spadaro, Alberto Carlo Lolli, Nino Pavese, Aldo Silvani

Soggetto: Mario Volpe

Sceneggiatura: Aida Marchetti, Mariano Dell'Anguillara, Ermanno Morena, Mario Volpe

Fotografia: Achille Primavera

Musiche: Tarcisio Fusco

Scenografia: Oscar D'Amico

Altri titoli:

ESPIAZIONE

LA FANCIULLA DI POMPEI

Genere: DRAMMATICO

Produzione: NAZZARENO GALLO PER GALLO FILM

Distribuzione: NAZZARENO GALLO - REGIONALE

CRITICA
"Appartenente sia per la trama che per la realizzazione ad un genere caro al grosso pubblico, questo film non pretende di essere nulla di più che una modesta cosa, realizzata con una certa cura e senza ricerca di particolari effetti. Il film (...) non appre del tutto disprezzabile e a sollevarne le sorti concorre la buona interpretazione di Lea Padovani e di Spadaro". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 31/3/1954).