Noi siam nati chissà quando, chissà dove

ITALIA 2005
Durante la lotta di liberazione Piacenza ha avuto 860 caduti, ha conosciuto efferate stragi e, attraverso la Resistenza, ha ottenuto la Liberazione. Per questo motivo nel 1996 la città è stata decorata Medaglia d'Oro al Valor Militare dall'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Il documentario nasce dalla volontà di rendere omaggio a chi è stato testimone e artefice della Liberazione.
SCHEDA FILM

Regia: Francesco Barbieri, Andrea Canepari

Soggetto: Ennio Concarotti - racconto

Sceneggiatura: Francesco Barbieri, Federica Bianchi, Andrea Canepari

Fotografia: Marco Sgorbatini

Montaggio: Cesare Ciciriello

Durata: 60

Colore: C

Genere: DOCUMENTARIO

Specifiche tecniche: HD CINEALTA

Tratto da: racconto di Ennio Concarotti

Produzione: I.S.R.E.C. PIACENZA E ASSOCIAZIONE CULTURALE LA TERZA GENERAZIONE, COL SOSTEGNO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA E ASSESSORATO ALLA CULTURA DELLA PROVINCIA DI PIACENZA

CRITICA
Dalle note di regia: "E' difficile parlare di un film perché gli autori tendono a credere che siano le immagini a esaurire ogni commento. E soprattutto perché - per loro natura - sono poco inclini a spiegarsi a parole. Chi ha visto la proiezione, si è stupito di come sia stato possibile coniugare due giovani registi con una storia che ha appena compiuto sessant'anni. Difficoltà? Sì, e anche molte. Ma certo non quella della distanza temporale, perché l'anagrafe è stata colmata dalla sintonia con chi quella storia l'ha costruita, l'ha vissuta fino in fondo. Il titolo del film Noi siam nati chissà quando, chissà dove è stato a lungo in ballottaggio con "Avevamo vent'anni", una canzone di Italo Calvino. Credo questo sia il punto fondamentale da cui iniziare a parlare di Resistenza. Federico Fellini diede una definizione memorabile di fascismo, anzi della maniera di essere fascisti: un blocco, un arresto alla fase dell'adolescenza. Un restare eternamente bambini, scaricare le responsabilità sugli altri, vivere con la confortante sensazione che c'è qualcuno che pensa per te: una volta è la mamma, una il papà, un'altra volta è il sindaco, l'altra è il duce. Chi sessant'anni fa ha compiuto la scelta di entrare nelle file partigiane l'ha fatto con questi presupposti, esercitando con forza due grandi virtù: il dubbio e la coerenza." (Andrea Canepari)