Nel più alto dei cieli

ITALIA 1977
Vi si racconta come la delegazione di una clinica romana abbia chiesto e ottenuto di essere ricevuta dal Papa, come giunga in Vaticano ed entri in un lussuoso ascensore. L'ascensore comincia a salire ma improvvisamente si ferma o forse sale per sempre senza che le porte si riaprano più. In quell'universo chiuso di pochi metri quadrati interviene prima lo stupore, poi subentrano paura e angoscia. Paura e angoscia, a loro volta, scatenano istinti bestiali: risse, violenza, omicidi e antropofagia. Quell'ascensore si trasforma in una zattera della Medusa, in un carnaio sanguinolento e osceno. Solo una giovane suora resterà viva alla fine. A questo punto, com'era prevedibile, risulta che tutto quello che si è visto è solo un'allucinazione: tutti scendono regolarmente dall'ascensore e si avviano alla sala delle udienze.
SCHEDA FILM

Regia: Silvano Agosti

Attori: Edy Biagetti - Luigi, di Azione Cattolica, Livio Barbo - Sandro, di Comunicazione e Liberazione, Gisella Burinato - Camilla, Francesca Cacciolati - Vera, Clara Colosimo - Teresa, Giorgio Bonora - Andrea, gesuita marxista, Franco Lotterio - Giulio, Jorge Krimer - Adelio, Alberto Cracco - Italo, Francesca Romana Coluzzi - Maura, Marcella Michelangeli - Eugenia, Francesco Costa (II) - Fausto

Soggetto: Silvano Agosti

Sceneggiatura: Silvano Agosti

Fotografia: Claudio Tondi

Musiche: Nicola Piovani, Pier Farri

Montaggio: Goffredo Potier

Durata: 100

Colore: C

Genere: DRAMMATICO SATIRICO

Specifiche tecniche: SCOPE - COLORE

Produzione: COOPERATIVA NPAC

Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALI

CRITICA
"(...) Anziché personaggi, macchiette. ordinate da una sola logica, quella sull'odio "razziale" che Goebbels dettava ai film nazisti. Con una gratuità di racconto, uno schematismo psicologico, un furore vendicativo e irrazionale in cui nessuno riesce a trovare riscatto. Un libello ignobile (...)". GIAN LUIGI RONDI da "Il Tempo".