Men in Black: International

Il franchise si tinge di rosa, si uniforma agli standard del politicamente corretto, e punta tutto sull’ironia che sfocia nell’eccesso. Manca la grinta dei tempi d'oro, e tante altre cose

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USA 2019
Gli Uomini in Nero hanno sempre protetto la Terra dalla feccia dell'universo. In questa nuova avventura, affrontano la loro più grande e più globale minaccia fino ad oggi: una talpa nell'organizzazione Men in Black...
SCHEDA FILM

Regia: F. Gary Gray

Attori: Emma Thompson - Agent O, Liam Neeson, Chris Hemsworth - Agent H, Tessa Thompson - Agent M, Rebecca Ferguson, Kumail Nanjiani - Pawny (voce, Rafe Spall, Les Twins, Larry Bourgeois - Gemello 1, Laurent Bourgeois - Gemello 2

Soggetto: Lowell Cunningham - personaggi, Matt Holloway, Art Marcum

Sceneggiatura: Matt Holloway, Art Marcum

Fotografia: Stuart Dryburgh

Montaggio: Christian Wagner

Scenografia: Charles Wood (II)

Arredamento: John Bush

Effetti: Jason Leinster, Shauna Bryan

Altri titoli:

Men in Black 4

MIB International

Colore: C

Genere: AZIONE FANTASCIENZA COMMEDIA

Specifiche tecniche: (1:1.85), ARRI ALEXA 65, HASSELBLAD PRIME DNA LENSES, D-CINEMA

Tratto da: personaggi del fumetto creati da Lowell Cunningham

Produzione: WALTER F. PARKES, LAURIE MACDONALD PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION

Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA

Data uscita: 2019-07-25

TRAILER
NOTE
- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI: STEVEN SPIELBERG, E. BENNETT WALSH, BARRY SONNENFELD.
CRITICA
"(...) La scelta della protagonista è un po' meccanicamente portata dai tempi, come il ribaltamento che vede al posto dell'oca bionda il nerboruto attore che già impersonava Thor. I duetti tra i due sono già visti, e punteggiano una trama semplice semplice, con un ribaltamento telefonato a due terzi. E gli effetti speciali, come troppo spesso accade, non riescono a stupire. Rimane simpatico quel gusto di modernariato, di scenografie e luoghi che mostrano il futuribile nel desueto, come i treni-rottami che diventano veicoli aerodinamici, o il laboratorio di riparazione delle macchine per scrivere, che nasconde la base segreta dei 'Men in black'. Più in generale, però, è tutta l'operazione che ormai, a tanti anni dal primo episodio, sembra giocare anche sull'effetto nostalgia, per acchiappare il pubblico di mezza età oltre ai ragazzini. In realtà, alla fine il pubblico over 10 (comunque secondario per questo genere di film) si può consolare riconoscendo le prestazioni di attori che sornioni si prendono in giro: qui Liam Neeson e Emma Thompson, nel ruolo di vecchi capi dell'agenzia." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 25 luglio 2019)

"(...) In assoluto 245 milioni di incasso planetario non sarebbero pochi, ma a fronte di un investimento di 110 milioni di dollari era lecito attendersi qualcosa di più, e adesso in casa Sony si cerca di capire cos' è che non ha funzionato nel re-styling della serie. L'esilità del filo narrativo? I due nuovi agenti scelti a sostituire la coppia vincente composta dal pirotecnico J/ Will Smith e dall' impassibile K/Tommy Lee Jones? In realtà l' egocentrico, aitante H(enry) non manca di fascino e simpatia: lo impersona un autoironico Chris Hemsworth, che non disdegna di indossare pantaloni rosa o di afferrare il primo martello a portata di mano; mentre la graziosa M(olly) Tessa Thompson, già accanto a Thor in veste di Walkiria (Ragnarok), provvede a introdurre, in sintonia con lo spirito MeToo dei tempi, il punto di vista femminile all'interno di un mondo finora rigorosamente maschile. A parte la O/Emma Thompson, che già in MIB 3 era a capo di questa agenzia segreta governativa incaricata di scongiurare minacce aliene sulla Terra. (...)" (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 25 luglio 2019)

"Se cercate qui il cuore di una saga che si è sempre caratterizzata per la sua ironia, rimarrete delusi. Questo nuovo capitolo di Men in Black, ribattezzato International, ha rare occasioni di comicità, restando ben lontano dal quella che può essere considerata l'«anima» della serie. Ed è un peccato, perché se avessero sfruttato meglio Hemsworth, ne avrebbe giovato, e di molto, la pellicola. È allora un brutto film? Dipende. Nel senso che se andate al cinema pensando di vedere la falsariga delle puntate precedenti, rimarrete delusi. Se, invece, non siete dei patiti del franchise, ma amate il genere fantasy, allora, soprattutto in questo periodo estivo, troverete pane per i vostri denti. (...)" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 25 luglio 2019)