MAXIMUM RISK - MASSIMO RISCHIO

MAXIMUM RISK

USA 1997
Nella cittadina francese in cui fa il poliziotto, Alain trova un giorno, al termine di un rocambolesco inseguimento, un morto che gli somiglia in modo impressionante. Scopre che si tratta di suo fratello gemello Mikhail, di cui ignorava l'esistenza. Per capire in quali attività fosse implicato, Alain decide di partire per New York e, fingendosi l'altro, entra nel malfamato quartiere di Little Odessa, dove il fratello muoveva i propri loschi traffici. Verifica ben presto che tutte le tracce della vita di Mikhail stanno scomparendo e la persona che lo conosceva meglio, la bella Alex, non può e non vuole rivelate tutto. A New York, Mikhail si era legato alla mafia russa, ma al momento di cercare di uscirne, si era visto negare qualunque possibilità, e sulle sue tracce c'era anche l'FBI, che se ne voleva servire per fare doppio gioco. Quando Alain rivela la sua vera identità, Alex decide di fidarsi di lui e di aiutarlo. Insieme riescono a sfuggire alle vendette dei russi, e, finiti i rischi, Alex prende per mano Alain e lo conduce a conoscere sua madre.
SCHEDA FILM

Regia: Ringo Lam

Attori: Jean-Claude Van Damme - Alain Moreau/Suverov, Natasha Henstridge - Alex Minetti, Jean-Hugues Anglade - Sebastien Thirry, Zach Grenier - Ivan Dzasokhov, Paul Ben-Victor - Pellman, Frank Van Keeken - Davis Hartley, Stéphane Audran - Chantal Moreau, Frank Senger - Loomis, David Hemblen - Kirov, Robert Kaman - Morris

Soggetto: Larry Ferguson

Sceneggiatura: Larry Ferguson

Fotografia: Alexander Gruszynski

Musiche: Robert Folk

Montaggio: Bill Pankow

Scenografia: Steven Spence

Costumi: Joseph A. Porro

Effetti: Henry Kline II, Graham Longhurst, Les Productions de l'Intrigue Inc., Jeff Jarvis, Martin Malivoire, Louis Craig

Altri titoli:

THE EXCHANGE

BLOODSTONE

Durata: 126

Colore: C

Genere: AVVENTURA

Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI

Produzione: MOSHE DIAMANT - R. BIRNBAUM

Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA (1997) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE
- REVISIONE MINISTERO APRILE 1997
CRITICA
Il film è girato con grande maestria, ha un montaggio frenetico e si avvale di un ricercato barocchismo nelle tecniche di ripresa. Non solo: i personaggi, positivi o malvagi che siano, sembrano tutti avere un'aria perversa e maledetta ma priva dell'aspetto ludico e ironico implicito, invece, in Tarantino. (Il Messaggero, Fabio Bo, 4/5/1997)