Le amiche americane

American Friends

GRAN BRETAGNA 1991
Estate 1861. Durante una vacanza in Svizzera, Francis Ashby, vice rettore ad Oxford, conosce due amiche americane, la matura Caroline Hartley e la di lei pupilla, un orfana adottata, Elinor. Il sentimento che nasce tra la giovane e l'attempato inglese viene bruscamente interrotto dal forzato rientro di quest'ultimo al College, a causa di un improvviso malore dell'anziano Rettore. Mentre si discute sulla successione, anche se il malato ha un temporaneo recupero, giungono inopinatamente ad Oxford le due americane, che prima di tornare in patria hanno deciso di visitare la celebre Università e naturalmente rivedere l'amico inglese. Sapendo che ai membri interni del Collegio insegnante non è consentito sposarsi, Francis decide di trascurare Elinor per rivolgere le sue attenzioni verso Caroline, certo più preparata culturalmente a sostenere le dotte conversazioni cui indulge l'inglese, e verso la quale prova solo un rassicurante sentimento d'amicizia. Elinor, ferita, si chiude in se stessa, finchè una sera non esce per conto suo, ed incappa in una ronda; per sfuggirle, si rifugia da Ashby che, da gentiluomo, la riaccompagna all'albergo nel cuore della notte per evitare uno scandalo. Ma viene scorto dal dottor Weeks, compagno di vacanze e concittadino, del cui figlio ha respinto, la mattina stessa, l'ammissione al College. Weeks si vendica con un biglietto delatorio al Rettore: Ashby deve promettere che non vedrà mai più le due donne. Queste accettano l'ospitalità di Syme, anch'egli insegnante nel College, che possiede uno chalet in riva al fiume. Approfittando dell'assenza di Caroline e del risentimento che la giovane donna cova contro Ashby per la sua freddezza, Syme ha un rapporto d'amore con Elinor, che pero' rimane incinta. Deceduto il Rettore e messo di fronte ad una scelta tra la sicura nomina, visto che il rivale, Syme, sarebbe annichilito dallo scandalo, e un tipo di vita completamente diverso con la fanciulla amata al fianco, Ashby, tra lo sconcerto generale, opta per la seconda soluzione, mentre Caroline si fa, pur a malincuore, da parte.
SCHEDA FILM

Regia: Tristram Powell

Attori: Michael Palin - Francis Ashby, Connie Booth - Caroline Hartley, Trini Alvarado - Miss Elinor, Alfred Molina - Oliver Syme, Ian Dunn - Gowers, Robert Eddison - Rushden, Sheila Reid - Mrs. Weeks, Roger Lloyd Pack - Dr. Butler, Charles McKeown - Maynard, John Nettleton - Rev Groves, David Calder - Pollitt, Alun Armstrong - Dr. Weeks, Bryan Pringle - Haskell, Jonathan Firth - Cable, Simon Jones - Anderson, Jimmy Jewel - Ashby Senior

Sceneggiatura: Tristram Powell, Michael Palin

Fotografia: Philip Bonham-Carter

Musiche: Georges Delerue

Montaggio: George Akers

Scenografia: Andrew McAlpine

Durata: 97

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI

Tratto da: DAI DIARI DI VIAGGIO DI EDWARD PALIN, DOCENTE UNIVERSITARIO AL ST JOHN'S COLLEGE DI OXFORD

Produzione: PATRICK CASSAVETTI E STEVE ABBOTT PER LA MILLENNIUM FILMS MAYDAY PROMINENT FEATURES

Distribuzione: ACADEMY PICTURE - VIDEO: PANARECORD

NOTE
Premio della giuria al Festival di Cannes 1991. Costumi: Bob Ringwood.
CRITICA
Il film è intelligentemente ironico e brillante. (Giovanni Grazzini, il Messaggero, 11/09/91).
Il viaggio nel passato di Oxford è anche molto istruttivo, nel suo porre il dilemma, sempre attuale, tra la carriera e l'amore, che provoca spiritose gag per il contrasto che da sempre regola le nostre vite private nei confronti dell'ipocrisia sociale di maestri e professori. (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera 11/09/91).
Il cinema inglese e americano sui colleges ci ha abituati a ben altro, e con testi ben più solidi alle spalle. Questa è solo tv. E va presa come tale. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo 11/09/91).
Michael Palin, soggettista, sceneggiatore, protagonista, è la figura più importante de "Le amiche americane. La classica Università inglese viene descritta con intelligente crudeltà e umorismo". (Lietta Tornabuoni, La Stampa 20/09/91).
E' un film pulito e sobrio. (Fiorello Zangrando, La Rivista del Cinematografo, novembre 1991).
Interventi gustosi di vita universitaria e uno sberleffo finale in sintonia con l'ironia del film. (Alfio Cantelli,
Il Giornale 28/11/91).