La vita è un gioco

ITALIA 1999
Le ultime e più consistenti perdite al gioco costringono il marchese Bartolomeo Scotti a vendere la bella villa di famiglia. Il futuro si presenta incerto, ma la passione per le scommesse è ancora forte. Bartolomeo, spalleggiato dagli amici Colonnino, Ciotolino e Cartolina, proclama la decisione di andare avanti per prendersi una roboante rivincita. Nonostante l'opposizione delle mogli, scatta il nuovo piano che prevede l'obiettivo di mettere insieme 100 milioni per andare a giocare al casinò di Saint Vincent. Tra partite a poker con commercianti ingenui, scommesse all'ippodromo e sulla Fiorentina, la somma viene messa insieme, e i quattro partono, inventando il motivo di un colloquio di lavoro che Bartolomeo dovrebbe sostenere a Torino. Al casinò il marchese vince una somma consistente e lascia soli gli amici. Sul giornale le mogli leggono la notizia e meditano vendetta. Il giorno dopo Bartolomeo perde tutto, e dice agli altri che è il momento di andare via. Al casinò arrivano le quattro donne, giocano, vincono, incontrano gli sconfitti. Tutti tornano a Firenze, gli amici ora giocano a tombola. Arriva Beatrice, moglie di Bartolomeo, e gli dice di aspettare un bambino. E lui non crede al fatto di avere un erede.
SCHEDA FILM

Regia: Fabio Campus

Attori: Bebo Storti - Bartolomeo Scotti, Niki Giustini - Ciotolino, Graziano Salvadori - Cartolina, Evelina Gori, Piero Gremigni - Colonnino, Katia Beni, Sabina Began

Soggetto: Fabio Campus

Sceneggiatura: Fabio Campus

Fotografia: Carlo Tafani

Musiche: Riccardo Eberspacher

Montaggio: Pierluigi Leonardi

Durata: 100

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Produzione: VIDEOMAURA, VIDEO MAURA

Distribuzione: CDI-BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA - MEDUSA HOME ENTERTAINMENT

CRITICA
"Anche se non c'era da aspettarsi un giocatore alla Dostoevskij, il film scritto e diretto da Fabio Campus è deludente. Campus cita 'Amici miei' ma è un bel po' ottimista. Vitellonismo toscano a parte, le analogie con la celebre serie di Monicelli sono praticamente casuali. E poi 'La vita è un gioco' non fa ridere: il che, per una commedia, non è proprio uno scherzo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 febbraio 2000)