La puñeta - Quarant'anni di sesso

40 años sin sexo

SPAGNA 1979
Il film rievoca, con episodi inventati e la ricostruzione di casi reali il clima di cosiddetta repressione sessuale che c'era nella Spagna franchista. Premesso che secondo gli insegnamenti della Chiesa, la vita sessuale doveva avere come unico scopo la procreazione, il film elenca, a dimostrazione della sua tesi la predica di un assistente degli 'scouts' contro la masturbazione, la proibizione di sostare sulle spiagge in costume da bagno, una volta usciti dall'acqua, una manifestazione di 'pie donne' contro uno spettacolo di rivista con ballerine poco vestite, il consiglio di un prete alla fidanzata di un giovanotto focoso (vada con prostitute, ma rispetti l'illibatezza della sua ragazza), il ricorso alle prostitute da parte di un uomo la cui moglie gli nega rapporti sodomitici, le imbarazzanti conseguenze dell'amore fra una donna e il suo cane, la figuraccia di un tipico maschio spagnolo con un'attrice molto disposta a farsi sedurre, i 4000 premi di natalità dispensati a coniugi spagnoli che 'avevano posto il sesso al servizio della Patria', le singolari conclusioni del processo a due fidanzati colpevoli di atti osceni in luogo pubblico, la legislazione franchista contro l'omosessualità, la discriminazione fra uomini e donne in materia di punizione dell'adulterio.
SCHEDA FILM

Regia: Juan Bosch

Attori: Saskia Ciro, Carlos Tristan, Maria Rubio, Rosa Romero, Maria Rey - La Estella, Alicia Orozco, Alfredo Lucchetti, Taida Urruzola, Miguel Aviles, Luis Cantero, Montserrat Cardus, Marta Angelat, Teresa Cunillé, Carlos Lucena, Jose' Antonio Ceinos

Soggetto: Enrique Josa, Francisco Bellmunt, Juanjo Puigcorbé

Sceneggiatura: Enrique Josa, Francisco Bellmunt, Juanjo Puigcorbé

Fotografia: Tomás Pladevall

Musiche: Maestro Soto

Montaggio: Emilio Rodríguez

Altri titoli:

40 anni senza sesso

Cuarenta años sin sexo

Durata: 87

Colore: C

Genere: DOCUMENTARIO EROTICO

Specifiche tecniche: PANORAMICO COLORE

Produzione: J. A. PEREZ GINER PER LA PRODUCCIONES ZETA

Distribuzione: ODEON MISIANO (1980)

CRITICA
"Questo film vuoi dimostrare come, nella Spagna franchista, Stato e Chiesa concepissero il sesso e la morale: in modo repressivo, ottusamente puritano e sostanzialmente ipocrita. Come la stessa legislazione a protezione della moralità pubblica e privata discriminasse ingiustamente le donne dagli uomini e come fosse incoraggiata la fecondità concepita come servizio reso alla patria. Tra gli argomenti adotti a sostegno della sua tesi, il film ne enumera alcuni - come la legge che puniva le adultere e soltanto loro, che peraltro non era esclusiva della Spagna - che testimoniano di un atteggiamento verso il sesso e di una concezione della moralità indubbiamente criticabili e ormai superate. Dove non si può essere d'accordo con la tesi del film è nella pretesa, ritenuta giusta e liberatoria, di sostituire una visione arretrata e repressiva della sessualità con un'altra per la quale tutto è lecito, nulla perciò deve essere proibito, la vita sessuale non ha bisogno di regole morali." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)