La promessa dell'alba

La promesse de l'aube

BELGIO 2017
Dalla difficile infanzia in Polonia passando per l'adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale... Romain Gary ha vissuto una vita straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore è merito di Nina, sua madre. Sarà proprio il folle amore di questa madre possessiva ed eccentrica che lo porterà a diventare uno dei più grandi romanzieri del ventesimo secolo, e a condurre una vita piena di rocamboleschi colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell'amore materno senza freni sarà anche un fardello per tutta la sua vita.
SCHEDA FILM

Regia: Eric Barbier

Attori: Charlotte Gainsbourg - Nina Kacew, Pierre Niney - Roman Kacew, Didier Bourdon - Alex Gubernatis, Jean-Pierre Darroussin - Zaremba, Catherine Mc Cormack - Lesley Blanch, Finnegan Oldfield - Capitano Langer, Pawel Puchalski - Roman bambino, Nemo Schiffman - Roman adolescente, Zoe Boyle - Poetessa

Soggetto: Romain Gary - romanzo

Sceneggiatura: Eric Barbier - adattamento, dialoghi, Marie Eynard - adattamento, dialoghi

Fotografia: Glynn Speeckaert

Montaggio: Jennifer Augé

Scenografia: Pierre Renson

Costumi: Catherine Bouchard

Suono: François Maure, Ken Yasumoto, Marc Doisne

Altri titoli:

Promise at Dawn

Durata: 131

Colore: C

Genere: BIOGRAFICO DRAMMATICO ROMANTICO

Specifiche tecniche: (1:2.39), DCP

Tratto da: omonimo romanzo autobiografico dI Romain Gary

Produzione: ERIC JEHELMANN, PHILIPPE ROUSSELET, COPRODUTTORI ROMAIN LEGRAND, VIVIEN ASLANIAN, JONATHAN BLUMENTAL, SYLVAIN GOLDBERG, SERGE DEPOUCQUES PER JERICO, NEXUS FACTORY, UMEDIA, PATHÉ PRODUCTION, TF1 FILMS PRODUCTION

Distribuzione: I WONDER PICTURES (2019)

Data uscita: 2019-03-14

TRAILER
CRITICA
"'La promessa dell'alba', titolo del romanzo scritto da Romain Gary nel '60, è alla madre che gli prepara e controlla tutti i sogni: dovrà essere scrittore, eroe, ambasciatore e donnaiolo. Lo scrittore, suicida nel 1980, ha mantenuto la parola e il film ne mostra l'odissea (...). Il film di Éric Barbier circumnaviga tutti i generi stile vintage, scoppiettante nella prima parte, sparando a salve nella seconda, ma assecondando l'attenzione. Storia di un complesso che Dassin filmò con Mercouri e Dayan (1970) mentre qui è la Gainsbourg che impazza invadendo il campo del bravo Pierre Niney." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 marzo 2019)

"(...) Eric Barbier realizza un biopic-epic da venti milioni di euro, portandoci a spasso dalla nevosa Polonia alla solatìa Nizza, dal Messico all'Africa: dove Romain pilota un bombardiere e, negli intervalli, scrive libri per assecondare le insistenze dell'eccentrica mamma. Ricostruzioni d'epoca e scene di battaglia sono gestite senza risparmio, anche ricorrendo a effetti speciali di alta qualità. Però la parte succosa è il rapporto tra madre e figlio; dove, pur trattandosi di un film su Gary, è mamma Charlotte Gainsbourg - tragica e divertente, fiera e patetica - a rubare la scena al rampollo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblcia', 14 marzo 2019)

"Per diventare Nina, la madre di Romain (Pierre Niney), nella 'Promessa dell'alba' di Eric Barbier, Charlotte Gainsbourg ha imparato il polacco, ha indossato seni e fondoschiena finti, ha attinto a memorie di famiglia. Un gran lavoro, che nella ricostruzione dell' avventurosa esistenza dello scrittore Romain Gary (autore del best-seller da cui è tratto il film), si traduce in un'immagine di donna singolare, esempio di amore materno castrante e dittatoriale, ma anche capace di stimolare la ricerca di autonomia di un figlio troppo venerato. I suoi discutibili metodi educativi producono un risultato scintillante. E in fondo anche Gainsbourg, figlia di Jane Birkin e del cantautore Serge, è il prodotto, riuscitissimo, di una famiglia spericolata." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 14 marzo 2019)

"(...) Il film è un melò di classe, poco indicato per il pubblico dei popcorn, che racconta la storia vera dello scrittore francese Romain Gary, suicida nel 1966. Dal 1924 in Polonia fino al 1943 a Nizza è tutto un susseguirsi di fughe e ravvicinamenti tra i due splendidi protagonisti, Charlotte Gainsbourg e Pierre Niney." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 14 marzo 2019)