La città dei mostri

The Haunted Palace

USA 1963
Nel New England un uomo prende possesso del palazzo di un antenato. Ma la gente del posto non lo accoglie bene, ancora memore delle sventure causate dal predecessore.
SCHEDA FILM

Regia: Roger Corman

Attori: Vincent Price - Charles Dexter Ward/Joseph Curwen, Debra Paget - Ann Ward, Lon Chaney Jr. - Simon Orne, Frank Maxwell - Dott. Marinus Willet/Priam Willet, Leo Gordon - Edgar Weeden/Ezra Weeden, Elisha Cook Jr. - Peter Smith/Micah Smith, John Dierkes - Benjamin West/Jacob West, Milton Parsons - Jabez Hutchinson, Cathy Merchant - Hester Tillinghast, Guy Wilkerson - Gideon Leach/Sig. Leach, I. Stanford Jolley - Carmody, Harry Ellerbe - Ministro, Barboura Morris - Sig.ra Weeden, Darlene Lucht - Sig.na Fitch, Bruno VeSota - Bruno

Soggetto: H.P. Lovecraft

Sceneggiatura: Charles Beaumont, Francis Ford Coppola - dialoghi aggiuntivi, non accreditato

Fotografia: Floyd Crosby

Musiche: Ronald Stein

Montaggio: Ronald Sinclair

Scenografia: Daniel Haller

Arredamento: Harry Reif

Costumi: Marjorie Corso - supervisione

Altri titoli:

El palacio encantado

The Haunted Village

Edgar Allan Poe's The Haunted Palace

The Case of Charles Dexter Ward

El palacio de los espíritus

La malédiction d'Arkham

Die Folterkammer des Hexenjägers

Durata: 87

Colore: C

Genere: HORROR

Specifiche tecniche: PANAVISION, (1:2.35) - PATHECOLOR

Tratto da: dal racconto "Il caso di Charles Dexter Ward" di H.P. Lovecraft

Produzione: ROGER CORMAN PER AMERICAN INTERNATIONAL PICTURES, LA HONDA PRODUCTIONS

Distribuzione: REGIONALE

CRITICA
"Il titolo originale 'The Haunted Palace' è quello di una poesia di Edgar Allan Poe, ma il film è ispirato ai racconti fantastici di H. P. Lovercraft, creatore di orrori innominabili e di mostri cosmici. Corman gioca sulle atmosfere, e nonostante le consuete ingenuità ottiene un discreto risultato." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"Il regista e gli interpreti, adusi a realizzare film del genere, mettono ogni cura nel creare atmosfere e visioni ossessive, affidandosi a schemi già ampiamente collaudati, e trascurando un po' di ritmo narrativo. Il film risulta alla lunga statico e pesante." ('Segnalazioni cinematografiche', vol.58, p.171)