Il treno fantasma

Dutchman

GRAN BRETAGNA 1966
Interno in una metropolitana: Lula, una bionda aggressiva, avida divoratrice di mele, tenta una palese manovra di seduzione nei confronti di Clay, un giovane negro che si schernisce in modo estremamente civile, adeguandosi al comportamento convenzionale della società bianca. Ma alla fine di una lunga commedia di ammiccamenti e di allusioni erotiche giocata dalla donna, che alternativamente lo lusinga e lo insulta, il negro ha un'irrefrenabile esplosione di rabbia e dichiara che solo se i negri usassero la violenza e uccidessero, i bianchi potrebbero rendersi conto della secolare ingiustizia. Ma sarà Lula a trafiggere Clay con un coltello. Muti testimoni del dramma, i passeggeri si sbarazzeranno del cadavere come del segno di un dramma non esistente.
SCHEDA FILM

Regia: Anthony Harvey

Attori: Shirley Knight - Lula, Al Freeman Jr. - Clay, Sandy McDonald, Frank Lieberman, Robert Calvert, Howard Bennett

Soggetto: Amiri Baraka - dramma teatrale

Sceneggiatura: Amiri Baraka

Fotografia: Gerry Turpin

Musiche: John Barry

Montaggio: Anthony Harvey

Scenografia: Herbert Smith, Jim Morahan

Arredamento: Ian Whittaker

Altri titoli:

Intolleranza

Intolleranza - Il treno fantasma

Intolleranza: Il treno fantasma

Durata: 56

Colore: B/N

Genere: DRAMMATICO SOCIALE

Tratto da: dramma teatrale "Dutchman" di Amiri Baraka (firmato come LeRoi Jones)

Produzione: DUTCHMAN FILM COMPANY, GENE PERSSON ENTERPRISES, KAITLYN PRODUCTIONS

Distribuzione: ITAL NOLEGGIO CINEMATOGRAFICO (1975)

NOTE
- NEL 1975 IL FILM E' STATO DISTRIBUITO UNITAMENTE A "SIMON DEL DESERTO" DI LUIS BUNUEL CON IL TITOLO "INTOLLERANZA".

- COPPA VOLPI COME MIGLIOR ATTRICE A SHIRLEY KNIGHT ALLA XXVIII MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (1967).
CRITICA
"Il film, aforisma sullo scontro fra civiltà bianca e civiltà negra [...] mantiene un'unità di tempo e di luogo quasi assoluta e si basa su un tipo di recitazione tesa e vibrata, propria del teatro americano. [...] Il lavoro, aspro nel linguaggio e feroce nella scena dell'assassinio, sembra proporre la tesi delle Pantere Nere: alla violenza è indispensabile contrapporre violenza; se il Negro non uccide viene eliminato. Tali affermazioni, anche se testimonianza di stati d'animo esacerbati per ragioni obiettive e ammonimento su ingiustizie esplosive, sono quanto meno discutibili." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 79, 1975)