I miei giorni più belli

Trois souvenirs de ma jeunesse

4/5
La vita non è un lungo fiume tranquillo. Lo sa bene Desplechin, che riscrive le coordinate del biopic, con vivacità e svolte labirintiche

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FRANCIA 2014
Paul Daedalus lascia la sua terra, il Tagikistan. Con sé porterà i ricordi legati alla sua infanzia a Roubaix, alla follia della madre, al fratello Ivan, ai suoi sedici anni, a suo padre - vedovo inconsolabile -, al viaggio in URSS dove è stato costretto a vivere clandestinamente, ai suoi studi a Parigi e all'incontro con il Dottor Behanzin, da cui è nata la passione per l'antropologia e la filosofia. Ma soprattutto, Paul ricorda Esther, l'amore della sua vita...
SCHEDA FILM

Regia: Arnaud Desplechin

Attori: Quentin Dolmaire - Paul Dédalus, Lou Roy-Lecollinet - Esther, Mathieu Amalric - Paul adulto, Dinara Droukarova - Irina, Cecile Garcia-Fogel - Jeanne Dédalus, la madre, Françoise Lebrun - Rose, Irina Vavilova - Sig.ra Sidorov, Olivier Rabourdin - Abel Dédalus, il padre, Elyot Milshtein - Marc Zylberberg, Pierre Andrau - Kovalki, Lily Taieb - Delphine Dédalus, Raphaël Cohen - Ivan Dédalus, Clémence Le Gall - Pénélope, Théo Fernandez - Bob, Anne Benoît - Louise, madre di Bob, Yassine Douighi - Medhi, Eve Doé-Bruce - Professor Béhanzin, Mélodie Richard - Gilberte, Éric Ruf - Kovalki adulto, Antoine Bui - Paul bambino, Ivy Dodds - Delphine bambina, Timon Michel - Ivan bambino

Sceneggiatura: Arnaud Desplechin, Julie Peyr

Fotografia: Irina Lubtchansky

Musiche: Grégoire Hetzel

Montaggio: Laurence Briaud

Scenografia: Toma Baqueni

Arredamento: Sebastien Delbarre

Costumi: Nathalie Raoul

Altri titoli:

Nos Arcadies

Durata: 120

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Specifiche tecniche: SCOPE (1:2.35)

Produzione: WHY NOT PRODUCTIONS, FRANCE 2 CINÉMA

Distribuzione: BIM (2016)

Data uscita: 2016-06-22

TRAILER
NOTE
- PREQUEL DEL FILM DELLO STESSO DESPLECHIN "COMMENT JE ME SUIS DISPUTÉ... (MA VIE SEXUELLE)" (1996), SEMPRE CON MATHIEU AMALRIC NEI PANNI DI PAUL DÉDALUS.

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL +, CINÉ +, FRANCE TÉLÉVISIONS DU CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE, PICTANOVO; CON IL SOSTEGNO DI: SOFICINÉMA 11, CINÉMAGE 9, ANGOA, PROCIREP.

- PREMIO SACD ALLA 47. 'QUINZAINE DES RÉALISATEURS' (CANNES, 2015).
CRITICA
"Estate, stagione di capolavori. A volte è quando i cinema si svuotano che gli schermi accolgono le immagini più originali, le storie più folli, i registi più inclassificabili. Quest'anno (...) tocca a Desplechin (...), autore di una decina di film che mescolano gioiosamente invenzione e autobiografia, dramma e commedia, splendore e bizzarria (...). Incorniciati da un prologo e da un epilogo in cui Dedalus adulto ha i tratti sardonici di Amalric, questi tre ricordi corrispondono a un'infanzia ribelle (...); a un'adolescenza errabonda (...); infine a una giovinezza avventurosa, in senso sentimentale, che occupa la maggior parte del film. E coincide col grande amore per Esther (...), magnifica figura di ingenua sfrontata, vulnerabile quanto pericolosa, deliziosa anche se lontana dagli odiosi canoni della bellezza codificata, con cui Dedalus intreccia una delle più intense, imprevedibili storie d'amore viste al cinema da anni. (...) non c'è dialogo, scena o immagine che non sorprenda per originalità e insieme verità. Come in quei grandi romanzi capaci di inventare quella vita tumultuosa che tutti avremmo voluto, e insieme di renderla così vicina alle nostre da farci ritrovare qualcosa di familiare in ogni passaggio. Il tutto anche grazie a un cast di giovanissimi sconosciuti e folgoranti. (...) Questa vita spesa tra Parigi e Roubaix, i deserti del Tagikistan e i caffè del Quartiere latino, è una meraviglia di inventiva e di libertà, personale e narrativa. Testimonianza di una cultura sempre più minoritaria, dunque preziosa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 giugno 2016)

"'I miei giorni più belli' è al tempo stesso un prequel e un sequel di 'Comment je me suis disputé ... (ma vie sexuelle)' (1996). Ritroviamo Matthieu Amalric nel ruolo di Paul. Con vent'anni di più sul viso. Perfetto per il sequel. Scopriamo due bravissimi nuovi attori: Quentin Dolmaire e Lou Roy-Lecollinet, nelle parti rispettivamente del giovane Paul e della giovane Esther. È la loro fragilità e bellezza a dare corpo e sensualità al viso segnato del vecchio Paul. Questa logica, per cui quello che viene dopo sembra più originale rispetto a quello che lo precede, è l'architettura di tutto il cinema di Desplechin; che non si basa mai sull'azione (nel senso del dramma) ma sempre sulla riflessione, autoanalisi, memoria. E' la memoria che dà la forma al suo cinema e che spinge la storia a risalire la corrente della vita in cerca della foce di tutte angosce. Ne esce fuori una materia singolare, privata e cinematografica al tempo stesso." (Eugenio Renzi, 'Il Manifesto', 23 giugno 2016)

"II regista francese 'specialista' in ritratti intimi e familiari torna a raccontare l'esistenza dell'anti eroe Dédalus che già lo aveva appassionato nel 1996 in 'Comment je me suis disputé... (ma vie sexuelle)' e, naturalmente, torna a rielaborare con personalità le fondative intuizioni sulla Memoria tracciate da Proust e da Joyce." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 23 giugno 2016)