Geomen tangyi sonyeo oi

FRANCIA 2007
Corea del Sud. Young-Lim, una bambina di nove anni, vive insieme al fratello maggiore Tong-gu, ritardato mentale, e al padre minatore, Hyegon, in un piccolo villaggio nella provincia di Kanwondo. Quando Hyegon per motivi di salute perde il lavoro alla miniera, la situazione familiare si fa via via sempre più disastrosa, soprattutto perché l'uomo ha una forte dipendenza dall'alcool, dovuta anche a un mancato indennizzo che lo avrebbe aiutato a tiarare avanti i suoi figli. Convinta che per lei e la sua famiglia non ci sia più speranza, Young-Lim sceglie una drastica soluzione.
SCHEDA FILM

Regia: Jeon Soo-il

Attori: Park Hyun-Woo - Dong-Gu, Yu Yun-Mi - Yeong-Nim, Jo Yung-Jin - Hae-Gon, Yu Sun-Cheol - Kim, Im Jin-Taek

Sceneggiatura: Jeon Soo-il

Fotografia: Kim Sung-tae

Musiche: Gae Soo-jung

Montaggio: Suh Yong-duk

Costumi: Nam Hyun-sook

Altri titoli:

With the Girl of Black Soil

Durata: 90

Colore: C

Genere: DRAMMATICO COMMEDIA

Specifiche tecniche: 35 MM

Produzione: DONGNYUK FILM, CHINGUITTY FILMS

NOTE
- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'.
CRITICA
Dalle note di regia: "Questo film vuole mostrare la vita tetra degli abitanti di un villaggio di minatori, vista attraverso gli occhi di una ragazzina innocente. La descrizione realistica delle scene nel villaggio è il risultato della fusione di due generi di film: il documentario e il film drammatico. (...) Questo film descrive lo sforzo, bello e triste, degli ultimi minatori. (...)"

"Facile sarebbe pensare che poi le cose si aggiustano, che tutto andrà per il meglio come in un commerciale kammerspiel d'oltreatlantico, perchè 'Figli della terra nera' è opera intrisa di odore di morte e di devastante tragedia. La presenza della miniera e delle sue appendici di bruttura e sfacelo, di incombente e inquinante disgrazia, è la cappa oppressiva che smorza Heygon, tutto pugni e calci verso i colleghi e inutile questua dai sindacalisti in cravattino di turno. Il regista non lascia tregua al protagonista e veicola con fare puntiglioso ed elegante l'attenzione sulla superstite e possibile vita futura del gruppo: la figlia di Heygon, nove anni, che in un finale alla Brutti, sporchi e cattivi , compierà, probabilmente il gesto migliore per l'infausta triade familiare. 'Figli della terra nera' è, infine, pellicola dal marcato lavoro stilistico, sublime nell'esporre la devastazione spirituale di poveri cristi, spietata nel riporre la soluzione barbara della stasi narrativa nella mani di una bambina ancora piccola. Senza dimenticare il dato politico che emerge da una rappresentazione così diretta e poco mediata della perdita di slancio vitale dovuta alla mancanza di lavoro." (Davide Turrini,
'Liberazione', 1 settembre 2007)

"Storia dura, immagine di fiction che diventa documento, il villaggio in cui si svolge è un posto in cui le miniere sono state dismesse, e segno di un capitalismo come quello coreano che ignora i cittadini, viola diritti, specula al massimo. L'omaggio che Jon Soo-il ha voluto fare a una classe sterminata quali i minatori è anche un gesto di resistenza." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 5 settembre 2007)