Come l'abete, sapiente delle cose dall'alto

ITALIA 2012
Nel panorama degli Ordini monastici non esistono altri esempi nei quali la cura del bosco è parte integrante delle disposizioni e della costituzione dell'Ordine stesso. I monaci benedettini camaldolesi, per secoli, sono stati gli autori del paesaggio e degli equilibri ecologici delle foreste casentinesi attualmente gestite da Corpo Forestale dello Stato, Comunità Montana ed Ente Parco. I monaci hanno praticato uno sviluppo socio-economico sostenibile, e innescato un welfare che hanno condiviso con le popolazioni rurali locali. Il loro Codice Forestale, che è parte integrante di una proposta di candidatura UNESCO, si potrà trovare online grazie all'accordo fra il Collegium Scriptorium Fontis Avellanae e INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria). La Comunità Monastica Camaldolese nel 2012 ha compiuto mille anni di fondazione, anni nei quali l'uomo ha dimostrato più volte di poter distruggere equilibri secolari. I monaci di Camaldoli sostengono da sempre che l'uomo è capace, se lo vuole, di fare il contrario: la responsabilità ambientale di tutti gli abitanti della terra risiede nel sapere cogliere la sfida del presente e del futuro, lasciando alle generazioni future una terra in uno stato di salute, almeno, come l'hanno trovata. I mille anni di Camaldoli sono mille anni di cura, rispetto e tutela dell'ambiente, con la consapevolezza di rappresentare solo una parte delle creature che popolano questa terra e come tali di dover fare, con responsabilità, la propria parte. Il progetto "Codice Forestale Camaldolese, le radici della sostenibilità" nasce dalla collaborazione tra l'Osservatorio Foreste INEA e il "Collegium Scriptorium Fontis Avellanae" e si propone il recupero, la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico-culturale della Congregazione Benedettina Camaldolese nella gestione secolare (dal 1027 al 1868) del territorio montano e delle sue risorse naturali. In particolare lo studio del materiale conservato nelle fonti camaldolesi edite e in altri numerosi documenti e atti, in gran parte ancora sconosciuti, conservati negli Archivi di Stato e in quelli privati, permetterà di recuperare il patrimonio di conoscenze acquisite nella gestione agricola e nelle utilizzazioni forestali dei territori Appenninici. Non si tratta di un semplice studio rivolto al passato, bensì di un'opportunità per poter comprendere il senso profondo e le motivazioni che stanno alla base del rapporto uomo - ambiente inteso come fondamento etico essenziale per l'avvio di una politica nazionale, regionale e locale che riconosca il ruolo insostituibile svolto dagli operatori agricolo - forestali e artigianali della montagna italiana. Il Documentario vuole portare al pubblico sia il grande lavoro che INEA sta portando avanti con la digitalizzazione di questi preziosi documenti, che l'attualità del territorio e la sua gestione. Ma vuole anche portare il mondo secolare a conoscenza dei significati della vita monastica, della bellezza interiore che in ogni monaco è la prima caratteristica che si incontra, dell'attualità stessa della scelta monastica. La foresta quindi, la sua magnifica presenza, il suo vivo silenzio, la sua gestione, gli uomini.
SCHEDA FILM

Regia: Monika Crha, Angelo Santovito

Attori: Raoul Romano - Se stesso, Salvatore Frigerio - Se stesso, Simone Borchi - Se stesso, Alessandro Bottacci - Se stesso, Francesco Meloni - Se stesso

Sceneggiatura: Monika Crha

Fotografia: Simon Luca Chiotti, Alberto Airola

Montaggio: Fulvio Montano

Suono: Mirko Guerra

Altri titoli:

As the Fir Knowledges Things from Above

Durata: 52

Colore: C

Genere: DOCUMENTARIO

Specifiche tecniche: HDV

Produzione: COOP. FILMROUGE, FARGO FILM

NOTE
- TRA GLI INTERPRETI FIGURANO ANCHE I MONACI DEL MONASTERO E DELL'EREMO DI CAMALDOLI.