Boom Boom

BELGIO 1990
A Barcellona, il giovane Angel, un simpatico barista, dopo essersi recato, per una estrazione, nello studio dentistico della trentenne Sofia, una graziosa donna in preda a una delusione d'amore per aver scoperto che il suo fidanzato ha già moglie e figli, chiede ospitalità a Tristan, un commerciante di scarpe abbandonato dalla moglie e pateticamente in cerca d'amore. Invaghitosi di Sofia, Angel le invia anonimamente un nastro registrato con appassionate dichiarazioni amorose e le dà appuntamento all'Eden, il bar dove lavora. Intenzionata a vendicarsi degli uomini, Sofia accetta l'invito per prendere in giro quell'innamorato esaltato. Per un'improvvisa assenza di Angel, al banco del bar si trova Tristan, che era andato per riavere le chiavi del suo appartamento, il quale, inesperto, prepara a Sofia un cocktail afrodisiaco che bevono entrambi. Poco dopo Tristan e Sofia non solo si ritrovano l'uno nelle braccia dell'altra ma si accorgono di abitare nello stesso palazzo. Angel, deluso, dovrà affrontare la gelosia di Eva, amica di Sofia. che, credendosi tradita, lo strapazza.
SCHEDA FILM

Regia: Rosa Vergés

Attori: Viktor Lazlo - Sofia, Sergi Mateu - Tristan, Ángels Gonyalons - Eva, Pepe Rubiales - Alfredo, Pepa López - Marta, Bernadette Lafont - Alexandra, Ángel Jovè - Maurici, Inés Navarro - Sebastiana, Gemma Cuervo - Mamma di Angel, Ann Petersen - Mamma di Sofia, Fernando Guillén Cuervo - Angel

Soggetto: Rosa Vergés, Jordi Beltrán

Sceneggiatura: Jordi Beltrán, Rosa Vergés

Fotografia: Josep M. Civit

Montaggio: Susana Rossberg, Marisa Aguinaga

Scenografia: David Fernández

Costumi: María Gil

Altri titoli:

Boum Boum

Durata: 92

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: PANORAMICA, AGFACOLOR

Produzione: ROSA ROMERO BENOIT LAMY PER ARSENAL FILMS, LAMY FILMS

Distribuzione: MIKADO FILM (1991) - LAUREN FILM (SPAGNA) - EDEN VIDEO

CRITICA
"Il film si lascia vedere per qualche situazione spiritosa, qualche osservazione intelligente sui costumi familiari, e qualche ritrattino di fianco". (Giovanni Grazzini, "Il Messaggero", 7/7/91).

"E' un'operina gradevole e spiritosa, soprattutto nella prima parte. A lungo andare, però, perde colpi stemperando l'estero e l'arguzia in manierati toni romantici". (Leonardo Autera, "Il Corriere della Sera", 10/7/91) .

"Un intrattenimento disinvolto, forse per fino troppo, sul tema della gioia e delle pene d'amore". (Francesco Bolzoni, "L'Avvenire", 10/7/91).

"Ritmo serrato, sapiente montaggio alternato, dialoghi ironici, cura dei dettagli, gags esilaranti". (Alberto Castellano, "Il Mattino", 18/7/91).