Babysitter... un thriller

The Babysitter

USA 1996
In una cittadina di provincia americana, la graziosa baby-sitter Jennifer si avvia verso la casa dei coniugi Harry e Dolly Tucker, stimolando la curiosità maschile: il coetaneo Mark tenta di abbordarla ma viene respinto. Harry Tucker non nasconde la sua attrazione verso l'adolescente, sotto lo sguardo disgustato della moglie che ha difficoltà per infilarsi l'abito. Usciti i coniugi Tucker, Jennifer ha il suo da fare con i figli di costoro: Jimmy, di dieci anni; la vivace Bitsy, di cinque, ed un neonato. Intanto Mark trova ad uno snack il biondo ed imberbe Jack, il "ragazzo" di Jennifer, e lo schernisce poiché si trova lì da solo il venerdi sera: questi reagisce stizzito. Frattanto i coniugi Tucker sono ospiti al party del padre di Mark, Bill Holsten. Un suo innocente complimento a Dolly fa sì che ella fantastichi su una possibile relazione con lui. Harry, ubriaco, desiderando di tornare a casa e di approfittare di Jennifer, con il pretesto di un'emicrania abbandona il party. Ma Dolly gli ha sottratto le chiavi e lui si addormenta in automobile, sognando naturalmente la baby-sitter. Mark riesce a convincere Jack a fare una visitina a Jennifer che, messi a letto con fatica i bimbi, si concede un bagno rilassante mentre Jimmy, con l'aiuto di una rivista per adulti, fantastica sulla giovane. Mark spinge Jack, oramai ubriaco, nel giardino dei Tucker: i due tentano di sbirciare nella stanza da bagno, frustrati però dal vapore sui vetri. Mark convince Jack ad entrare dal retro ed a telefonare a Jennifer mentre si intrufola anch'egli, spaventando la giovane, che è disposta a offrire loro un caffé purché se ne vadano subito dopo. Jack pensa di possederla sul divano, ma al suo approccio Jennifer lo respinge, seccata anche per la presenza di Mark, che viene attaccato dall'amico quando questi si accorge che ha mentito circa lui e Jennifer. Atterrato Jack, Mark bracca la baby-sitter che fugge in strada. Qui sopraggiunge in automobile Harry, il quale ha ottenuto le chiavi da Dolly sempre più ebbra e frustrata, che uccide accindentalmente Mark.
SCHEDA FILM

Regia: Guy Ferland

Attori: Alicia Silverstone - Jennifer, La Babysitter, Jeremy London - Jack, J.T. Walsh - Harry Tucker, Lee Garlington - Dolly Tucker, Nicky Katt - Mark, George Segal - Bill Holsten, Lois Chiles - Bernice Holsten, Brittany English Stephens - Bitsy, Tuesday Knight - Cameriera, Matthew Kimbrough - Uomo Grosso, Jane Alden - Wilma, Ryan Slater - Jimmy, Noel Evangelisti - Audrey

Soggetto: Robert Coover

Sceneggiatura: Guy Ferland

Fotografia: Rick Bota

Musiche: Loek Dikker, Pray for Rain

Montaggio: Victoria T. Thompson, Jim Prior

Scenografia: Philip Leonard

Costumi: Ingrid Ferrin

Durata: 81

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Specifiche tecniche: NORMALE

Tratto da: racconto di Robert Coover

Produzione: KEVIN J. MESSICK, STEVE PERRY

Distribuzione: MEDUSA FILM - MEDUSA VIDEO

NOTE
- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1996
CRITICA
"Mente sapendo di mentire la pubblicità di 'Babysitter' quando promette in sottotitolo un thriller, mentre è un film drammatico e di troppo facile sociologia, che negli ultimi 10' si ricorda del pubblico in sala. E il pubblico, dopo 85' di proiezione e 5' di titoli di coda, fa giustizia sommaria. Con uso di metafora possiamo dire che quest'opera prima del 27enne Guy Ferland, assistente di Joel Schumacher (qui produttore), avrebbe serie ambizioni: raccontare i sogni proibiti, sempre gli stessi, della borghesia media e mediamente alcolizzata americana, in libera uscita per il party del venerdì sera. (?) La non inedita trovata, il vizietto di famiglia, è quella di alternare di continuo, fino al limite della sopportazione, gli eventi reali e l'immaginazione sfrenata, spesso rivolta al sesso. Cui non si sottrae neppure il padrone di casa, uno sprecato redivivo George Segal allo champagne, mentre l'infelice Dolly, Lee Garlington, sosia di Tiziana Maiolo, è la migliore su piazza, seguita dal coniuge J.T. Walsh, mentre sono deludenti i soliti ragazzi bruciati verdi. Alla bella e laccata protagonista, una svagata Alicia Silverstone amata in patria per tre video degli Aerosmith e un film passato da noi inosservato, 'Ragazze a Beverly Hills', non si crede un attimo; al confronto giganteggiano altre baby sitter a rischio del cine-passato. Il racconto, quasi in tempo reale, è shakerato nei soliti panorami americani squallidi. Una domanda per lo scenografo: possibile che in una casa così agiata ci sia un bagno scrostato da baraccati?" (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 17 agosto 1996)