Alì Babà e i pirati

ITALIA 1997
Ali Babà, genero del Sultano di Persia, parte in cerca del fratello, misteriosamente scomparso in mare, a bordo del veliero che il Sultano gli ha prestato. Lo accompagnano gli amici di sempre: il ciuco parlante Miseria, il mercante Fisma e il conte di Todi. In più, con lui c'è l'equipaggio, composto dal capitano Sumi, il marinaio Abib, un aiutante e un giovane mozzo. Quando scoppia una violenta tempesta, la nave si arena su un'isola abitata da strani pigmei con quattro braccia. Terrorizzato, il mozzo urla, rivelando la propria identità: si tratta di Morgantina, sorella di Alì, imbarcatasi di nascosto. Poco dopo, appare anche Tahieb con il pappagallo Ciao e così i tre fratelli sono di nuovo insieme. Intanto nella città del Sultano, l'aiutante Ipsi-Dixit, stregone improvvisato, provoca delle orrende trasformazioni nei briganti che, ansiosi di lasciare l'isola, possono ora approfittare del loro nuovo aspetto per partire sulla nave di Alì. Arrivano altri pirati che vogliono impadronirsi della nave. Per Alì la situazione sembra precipitare ma l'intervento di Miseria permette di sconfiggere i malviventi. Mentre il veliero è in navigazione, appare una nave con a bordo Khalem, padre di Alì, Morgantina e Tahieb. Finalmente uniti, tutti insieme possono fare rotta verso casa.
SCHEDA FILM

Regia: Zlata Potancokova Belli

Soggetto: Zlata Potancokova Belli, Adriano Belli

Sceneggiatura: Zlata Potancokova Belli, Adriano Belli

Musiche: Giovanni Dell'Orso

Montaggio: Ilaria De Laurentiis

Scenografia: Maria Cristina Bellucci, Oliviero Morru

Durata: 80

Colore: C

Genere: ANIMAZIONE

Produzione: ADRIANO BELLI E ZLATA POTANCOKOVA BELLI PER AIRONE CINEMATOGRAFICA

Distribuzione: AIRONE CINEMATOGRAFICA

NOTE
- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1997.
CRITICA
"Un film divertentissimo, ed un raro frutto: nel cinema italiano, infatti, i disegni animati non sono frequenti ed 'Alì Babà' merita la simpatia di quanto apprezzano questo faticosissimo procedimento creativo, intriso di pazienza e buon gusto. (...) La regia di Zlata Potancokova Belli evita il 'già visto' di tante produzioni disneyane e si adatta con grazia sullo sfondo dei suk, dei minareti e delle città turrite, fino agli scoppiettanti giochi d'artificio del finale. Una deliziosa canzoncina, molto orecchiabile, suggella le varie sequenze." (Gr. Napoli, 'Giornale di Sicilia', 14 settembre 1996)