Al di qua

ITALIA 2015
Un senzatetto muore per strada nel suo giaciglio. Alcune decine di amici senzatetto marciano uniti, quasi come nel dipinto "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, nell'ospedale dove gravitava, per rendergli l'estremo saluto. Docu-film poetico e autoriale di denuncia sociale, girato con stile visionario e rigoroso, sul dramma umanitario universale della povertà e dei senzatetto, in aumento a dismisura a causa della crisi economica e sociale di questi ultimi anni. Un film bressoniano/pasoliniano girato in povertà sulla povertà.
SCHEDA FILM

Regia: Corrado Franco

Attori: Rosario Battaglia, Antonino Fazzari, Gerlando Ingoglia, Giancarlo Levo, Emanuel Mladen, Riziero Lorenzo Ruggiero, Rodolfo Spagone

Soggetto: Corrado Franco

Fotografia: Alessandro Mattiolo, Corrado Franco, Angelo Santovito, Marco Vernetto, Vito Custodero - operatore e utilizzo braccio Ronin scene ospedale

Montaggio: Corrado Franco

Effetti: Mauro Calvone, Davide Pirotti

Suono: Giovanni Corona - presa diretta, Matteo Poggio - presa diretta

Altri titoli:

Life/Here

Durata: 79

Colore: B/N-C

Genere: DOCUFICTION

Specifiche tecniche: FULL HD

Produzione: CORRADO FRANCO PER SHERPA FILM S.R.L.

NOTE
- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

- I VERSI SONO TRATTI DA "IL LIBRO D'ORE" - "IL LIBRO DELLA POVERTÀ E DELLA MORTE" DI RAINER MARIA RILKE E SONO LETTI (CON VOCE RALLENTATA) DA MARIO BRUSA.

- GIRATO COMPLETAMENTE A TORINO E, IN BUONA PARTE, PRESSO L'OSPEDALE MARTINI, DOVE I SENZATETTO (DI DIVERSE NAZIONALITÀ E RELIGIONE) SONO SEGUITI DA DON GIAN PAOLO PAULETTO, CAPPELLANO DELL'OSPEDALE. I SENZATETTO NEL FILM RAPPRESENTANO SE STESSI.

- MATERIALI DI RIPRESA: GENTILMENTE OFFERTI DA ANDREA SCAGLIONE DI DIMAGO (TORINO).
CRITICA
"Talvolta il cinema riesce a diventare una palestra per la coscienza senza contagiarla di retorica. È quanto compie 'Al di qua' di Corrado Franco, oggetto filmico tra il documentario sociale, la preghiera e la poesia che non lascia indifferenti. (...) Girato in un b/n intervallato da immagini sacre a colori, e pervaso della musica di Bach dove non vi sono letture o testimonianze, racconta l'idea che questi disperati si sono fatti dell'al-di-qua: un luogo di 'egoismo, violenza, angoscia', dove 'se stai male, sono affari tuoi'." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 6 ottobre 2016)