XXX

USA, REPUBBLICA CECA - 2002
XXX
Xander Cage (soprannominato XXX per via di una lettera tatuata tre volte sul suo collo), si guadagna da vivere vendendo su Internet video delle proprie bizzarre gesta. XXX è un uomo alla costante ricerca del brivido, sia che si tratti di lanciarsi fuori da una macchina lanciata a folle velocità, sia che si tratti di gettarsi da un ponte sospeso nel vuoto. Un giorno, però, XXX si imbatte in Augustus Gibbons, un agente dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale che sta gestendo una situazione critica: a Praga, un agente segreto è stato ucciso da una banda di criminali capeggiata da un ex comandante russo (Yorgi) e dalla sua compagna Yelena. Gibbons è alla ricerca di un uomo che arrivi a Praga in incognito e giochi la partita con le stesse regole dei criminali. Xander, con la sua straordinaria destrezza fisica e la sua indifferenza è, senza dubbio, il candidato perfetto.
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Produzione: ORIGINAL FILM, REVOLUTION STUDIOS, STILLKING
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA
  • Data uscita 31 Ottobre 2002

CRITICA

"Creare il nuovo Bond: questo era l'obiettivo di Rob Cohen e Vin Diesel, regista e star di 'XXX', ancora insieme dopo 'Fast and Furious'. Missione compiuta. Perché i due sono fedeli al modello violentandolo con stordenti dosi di azione, antiretorica e un bel rock a tutto volume. Chi può andare in giro per mezzo film con un cappottone di pelle di pecora e non sembrare un perfetto deficiente? Chi può essere più carismatico di Stallone e Schwarzy e prendere al tempo stesso in giro il cliché che rappresenta? Vin Diesel, ex filmaker che incasserà 20 milioni di dollari per il sequel. 'XXX' poteva essere coatto e kitsch. Invece è super coatto e super kitsch. Cohen sa bene che in questi casi l'importante è esagerare. Ehi James, fatti da parte. E' arrivato Xander Cage". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 novembre 2002)

"Prodotto dichiaratamente puttanesco, e fiero di esserlo, il film magari sarà lo specchio di una X generation di ragazzi in cerca di sensazioni estreme, nella realtà e sullo schermo: però è difficile, per l'adulto un po' scettico, non vederne l'artificiosità e la totale malafede". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 novembre 2002)

"Diesel, col suo aspetto di automa sexy, salta in corsa sullo spy-thriller di ascendenza stilistica alla Hong Kong, d'azione estrema, che rappresenta un grave rischio per il sistema auditivo ma naturalmente è fatto sulle misure fumettistiche del pubblico giovane, disabituato a dialoghi e psicologia. Ma la cinepresa, mai ferma, riprende i disastri di fuoco, aria, terra sotto ogni prospettiva e girotondo, senza lasciar tempo di riflettere: ma c'è rischio di assuefazione a tutto, anche al Samuel L. Jackson sfregiato". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 novembre 2002)
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