White Shadow

ITALIA, GERMANIA, TANZANIA - 2013
2/5
White Shadow
In Tanzania, Congo e Kenya, gli albini sono perseguitati allo scopo di realizzare pozioni magiche; medici-stregoni sborsano somme enormi per acquistarne parti del loro corpo, convinti che esse portino fortuna, prosperità e garantiscano la cura per ogni malattia. Il risultato è che gli albini sono divenuti bersagli umani al centro di un commercio tanto lucrativo quanto sinistro.
Alias è un ragazzo albino in fuga che, dopo aver assistito all'omicidio del padre, viene mandato dalla madre a cercare rifugio in città presso lo zio Kosmos, un camionista che sbarca il lunario con piccoli commerci. Costretto a crescere in fretta, Alias si dedica al commercio ambulante di occhiali da sole, dvd e telefoni cellulari e, con il passare del tempo, si lega sentimentalmente ad Antoinette, la figlia di Kosmos; ma quest'ultimo non accetta la situazione. Alias non tarderà a sperimentare su di sé le difficoltà della vita e del proprio essere diverso in una città divenuta minacciosa quanto la savana da cui è fuggito...
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: HD, DCP (1:1.85)
  • Produzione: GINEVRA ELKANN, NOAZ DESHE, FRANCESCO MELZI D'ERIL PER ASMARA FILMS, SHADOWORKS, MOCAJO FILM, IN COPRODUZIONE CON CHROMOSOM FILMPRODUKTION, FRENCH EXIT, PHANTASMA FILMS, REAL2REEL

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Ombre bianche. Ecco cosa sono costretti a diventare gli albini in Tanzania. Esseri umani che si devono fare fantasmi per sopravvivere. Una credenza orrenda vuole infatti che la loro eccezionalità porti fortuna e che per far girare la sorte dalla propria parte sia consigliato appropriarsi di parti dei loro corpi. Sembra un rito di altri tempi, invece è una caccia all'uomo spietata che ancora oggi nonostante i divieti non conosce tramonto. Macchina a mano, inquadrature vorticose, l'esordiente Noaz Deshe non ha paura di guardare in faccia l'orrore. Pedina senza tregua l'adolescente Alias, solo una tra le tante ombre in fuga da morte certa. Il ragazzo però,  a differenza della maggior parte dei compagni con la pelle bianca, vuole vivere e lotta per riuscirci. Sordo agli insulti,  caparbio nella difesa della propria persona, non si fa sopraffare. Lasciar lavorare la testa piuttosto dell'istinto, la sua difesa migliore. Che lo porterà alla conquista della libertà. 
Crudele nonostante la luce del finale,  White Shadow non concede tregua nel descivere l'eccesso di crudeltà che avvolge le persone affette da albinismo. E ancora più atroce, il veritiero racconto di morti e mutilazioni. Alla Settimana della Critica, Deshe colpisce duro, chiedendo allo spettatore di non distogliere lo sguardo e soprattutto di non dimenticare.  Gli eccessi ci sono ma non appartengono a ciò che viene mostrato quanto piuttosto alla forma sin troppo perfetta scelta per farlo. Se la forma è sostanza, un minore compiacimento nella costruzione delle inquadrature avrebbe giovato al risultato finale.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI NIPKOW PROGRAMME, GOETHE-INSTITUT TANZANIA, ALLIANCE FRANÇAISE DAR ES SALAAM.

- PRODUTTORI ESECUTIVI: RYAN GOSLING, STEFANO GALLINI-DURANTE. PRODUTTORI ASSOCIATI: MATTEO CECCARINI, EVA RICCOBONO, LUIGI DE VECCHI, DEPART FOUNDATION, ANDREAS HEMMELSHEIM.

- LEONE DEL FUTURO-PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) ALLA 28. SETTIMANA DELLA CRITICA (VENEZIA, 2013).
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