West Side Story

USA - 2021
4/5
West Side Story
La storia d'amore tra i giovani Tony e Maria, sullo sfondo della lotta tra Jets e Sharks, due gang rivali che si contendono il territorio del West Side, un quartiere popolare di New York.
  • Durata: 156'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, MUSICALE
  • Tratto da: omonimo spettacolo di Broadway del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins
  • Produzione: STEVEN SPIELBERG, KRISTIE MACOSKO KRIEGER, KEVIN MCCOLLUM PER AMBLIN ENTERTAINMENT, 20TH CENTURY STUDIOS
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA; DVD, BLU-RAY, UHD, UHD STEELBOOK 20TH CENTURY STUDIOS (2022)
  • Data uscita 23 Dicembre 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Roberto Carlino vendeva, Steven Spielberg gira: non sogni, ma solide realtà. Accarezzato sin da bambino –  aveva dieci anni quando i genitori portarono a casa il disco del musical di Bernstein, “a cena mi misi a cantarne un pezzo, Gee Officer Krupke: ‘Mio padre è un bastardo, mia madre una figlia di buona donna, mio nonno è sempre ubriaco…’, i miei rimasero sbigottiti” – West Side Story è diventato, sessantaquattro anni dopo il musical, sessanta dopo l’adattamento di Jerome Robbins e Robert Wise, un film: dal 23 dicembre nelle nostre sale, ha affaccio (pre)potente sui prossimi Academy Awards.

Ariana DeBose as Anita and David Alvarez as Bernardo in 20th Century Studios’ WEST SIDE STORY. Photo by Niko Tavernise. © 2020 Twentieth Century Fox Film Corporation. All Rights Reserved.

Il regista rivede e (politicamente) corregge dando ai portoricani la propria lingua – e lo spagnolo non è sottotitolato… – e ancor prima la possibilità – in realtà sdrucciolevole – di essere loro stessi sullo schermo. Nel ’61 non fu così, per incarnare Anita Rita Moreno dovette aggiustarsi il trucco, giacché c’erano attori bianchi per gli altri latinos. Vinse un Oscar, unica statuetta per la recitazione fin qui andata ai latinos, e ora Moreno, cui Spielberg e il sodale sceneggiatore Tony Kushner hanno ritagliato un ruolo ad hoc, prenota il bis: a novant’anni sarebbe la più anziana di sempre.

Rachel Zegler as Maria in 20th Century Studios’ WEST SIDE STORY. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2021 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Dunque i Jets bianchi e gli Sharks portoricani, tenuti a battesimo dallo spettacolo di Broadway del ’57 ideato, diretto e coreografato da Robbins, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim (appena scomparso, e sentitamente ringarziato da Spielberg). E, loro, il “polacco” Tony (Ansel Elgort) e la latina Maria (l’esordiente Rachel Zegler), archetipicamente ricalcati su Romeo e Giulietta e gettati nella mischia di Lincoln Square, sventrata, demolita e destinata alla gentrificazione: West Side in metamorfosi, dark side dei “bianchi pallidi e affamati” (Kushner) e dei loro antagonisti portoricani, condannati alla solita guerra dei poveri spacciata per identitaria.

David Alvarez as Bernardo Vasquez in 20th Century Studios’ WEST SIDE STORY. Photo by Niko Tavernise. © 2021 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Qui piazza la camera da presa Spielberg, con una posizione morale e, ancor più, metacinematografica: non c’è solo la restituzione, ovvero la compensazione, ai latinos, non c’è solo la contemplazione affettuosa della gioventù bruciata di ogni pelle, non c’è solo la disamina e la stigmatizzazione della crudeltà del sistema, ma il piacere puro della Settima Arte, (ri)prodotta senza intenzioni neoclassiche, senza velleità postmoderne, ma unicamente per fare (di) nuovo quello che era nuovo ed è diventato – il musical, il film – eterno.

Tra novità memore ed eternità debole, e viceversa, si fa WSS, riducendo la CGI ai minimi termini, gonfiando il petto “analogico”, ritrovando la famiglia, come prima solo in E.T., e scardinando la catena elementare e alimentare di originale e remake, reboot e Hollywood cantante.

Mike Faist as Riff in 20th Century Studios’ WEST SIDE STORY. Photo by Niko Tavernise. © 2021 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Rifare come fare, rifare come rettificare, rifare senza reificare: Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Brian d’Arcy James (Agente Krupke), Corey Stoll (Tenente Schrank), Josh Andrés Rivera (Chino), Rita Moreno (Valentina), attori e altrettanti attanti di una rimodulazione semiotica prima che semantica.
All’invenzione Spielberg oppone l’inventario, con beneficio aumentato: che è cambiato in questi sessant’anni di New York – “Quartieri quali Brooklyn, Queens e Bronx non sono cambiati molto dagli anni Cinquanta: l’unica cosa che abbiamo fatto al computer è stato rimuovere le sbarre delle finestre, i condizionatori e le parabole dagli edifici”, di Romeo Tony e Giulietta Maria, e del cinema tutto?

© 2020 Twentieth Century Fox Film Corporation. All Rights Reserved. Photo by Ramona Rosales..(Left to Right:) Anybodys (Ezra Menas), Mouthpiece (Ben Cook), Action (Sean Harrison Jones); Jets leader Riff (Mike Faist); Baby John (Patrick Higgins); Tony (Ansel Elgort) and Maria (Rachel Zegler); Maria’s brother and Sharks leader Bernardo (David Alvarez); and Sharks members Quique (Julius Anthony Rubio), Chago (Ricardo Zayas), Chino (Josh Andrés Rivera), Braulio (Sebastian Serra) and Pipo (Carlos Sánchez Falú).

E.T. Spielberg telefona casa, tornando al futuro o, meglio, “futurando” il ritorno: conta lo Story, conta il telling e, sopra tutto, chi si mette attorno al fuoco, dentro il buio in sala. Con un altrettanto storico (del cinema) accorgimento: il musical (coreografie di Justin peck, musiche di David Newman) è rivoluzionario, o non è. La simbiosi filologica ed etica di West Side Story 2021 lo è? Vedere per credere.

Post scriptum: scommettiamo che Mike Faist (Riff), segaligno e appassionato, vitalista e no future, ne farà di strada? E scommettiamo che… non sarà questo primo l’ultimo musical di Steven Spielberg?

NOTE

- COREOGRAFIE: JUSTIN PECK.

- DISPONIBILE SU DISNEY+.

- GOLDEN GLOBES 2022 PER: MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE, MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE (RACHEL ZEGLER), MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ARIANA DEBOSE).

- OSCAR 2022 PER MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ARIANA DEBOSE). ERA CANDIDATO PER: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIORE FOTOGRAFIA, MIGLIORI COSTUMI, MIGLIORE SCENOGRAFIA, MIGLIOR SUONO.

- SCREEN ACTORS GUIL AWARDS (SAG) 2022 PER MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ARIANA DEBOSE).

- BAFTA 2022 PER MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ARIANA DEBOSE).

- CRITICS'CHOICE AWARDS 2022 PER MIGLIOR MONTAGGIO, MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ARIANA DEBOSE).

CRITICA

"Sostenuto da una storia di innocenza e di potere, di conflitti ingiusti, di dolore che non basta a redimere, West Side Story resta una parabola eterna, e questa nuova versione cinematografica la rende ancora più potente. Lo spirito romantico si immerge nel mondo contemporaneo, tocca nel profondo lo scontro generazionale, si avvale di nuove splendide coreografie e incanta al ritmo di grandi successi come America, Tonight e Maria. Imperdibile." (Gian Luca Pisacane, 'Famiglia Cristiana', 16 dicembre 2021)

"Spielberg dichiara la sua affezione per il film di Robert Wise (uscito nel 1961, fu nominato per undici Oscar e ne vinse dieci) aprendo, come fece il regista di 'The Sound of Music', con delle inquadrature dall'alto, in pianta verticale, di Manhattan. Ma il tono è subito diverso: invece del viaggio verso nord - dai grattacieli simbolo del potere finanziario, immersi in luce dorata, ai quartieri popolari dell' Upper west side- la macchina di Spielberg (alla fotografia Janusz Kaminski) sorvola alcuni isolati di macerie e, prima di sprofondare verso l' asfalto, nelle strade, accarezza per un attimo la grossa palla di demolizione appesa ad una gru e il cartello che annuncia l' imminente costruzione di quello che diventerà il Lincoln Center.L'aggiustamento di punto di vista del nuovo film è stabilito con pochi colpi di pennello - la gentrificazione come teatro della storia, illumina fin dall'inizio il destino comune degli Sharks e dei Jets - degli immigrati portoricani che stanno cercando di farsi strada e del proletariato bianco rimasto indietro, che li teme/odia. NON SOLO la guerra tra gang è una guerra inutile (come è inutile la guerra tra poveri e minoranze che si sta combattendo adesso in questo paese): in questa versione di West Side Story, canzoni come 'America' e 'Somewhere' (che coinvolge una delle variazioni di sceneggiatura più ardite e brillanti) assumono una sfumatura e un significato diversi.Garantito in quel senso, e da un'eccitazione comune che anima tutto film, Spielberg può volare, letteralmente. Scollando il musical dalla fissità frontale adottata da Wise (che Sondheim aveva molto patito nell'adattamento); dalla giustapposizione di stilizzazione e realismo, numeri musicali e storia; e da quanto datato (...). Come nel musical originale, anche in questo West Side Story, New York (la luce, i mattoni, le scale antincendio, i caratteri, gli odori.) è un personaggio centrale nella storia. E, come nel musical originale, Tony e Maria (Ansel Elgort e Maria Zegler, di originale colombiano polacca, esordiente al cinema ma popolarissima su YouTube) sono meno vivaci e interessanti dei personaggi di contorno (...)." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 19 dicembre 2021)

"Diciamo subito che la fedeltà di Spielberg alla prima versione è quasi totale, fatto salvo un piccolo spostamento cronologico. La storia originale si svolgeva nell' Upper West Side prima dei lavori per la riqualificazione dell' area (grossomodo tra 60th e 65th West) su cui sarebbe poi sorto il Lincoln Center. Invece Spielberg e il suo sceneggiatore Tony Kushner spostano l' azione quando l' abbattimento dei vecchi edifici è già iniziato: all'inizio del film sembra che la macchina da presa stia sorvolando le macerie della guerra e invece è il quartiere da cui verranno espulsi i Jets e gli Sharks, a sottolineare così una voglia di sensibilità sociologica che poi nel film tornerà a far capolino. Spielberg ha anche modificato la posizione di due numeri musical (Cool e Gee, Officer Krupke) ma i suoi sforzi maggiori sono tutti rivolti a accentuare la forza metaforica delle ombre (indimenticabili quelle prima dello scontro fatale tra le due gang) oppure a sottolineare le differenze di classe (le portoricane fanno le pulizie nei magazzini dell' upper class) come per dimostrare che da allora a oggi i problemi sono rimasti gli stessi.E se colpisce che un discorso così, sul fallimento dell' integrazione e del Sogno Americano, lo faccia il regista che in quel sogno più di tutti ha creduto, non si può non notare che i personaggi (e gli attori) più incisivi non sono i due protagonisti (Rachel Zegler e Ansel Elgort, una Maria e un Tony piuttosto smorti e bambocceschi) ma i capi delle due gang (Mike Faist, una vera rivelazione, e David Alvarez) oltre all' esuberante Ariana DeBose che interpreta Anita. La cui vitalità alla fine dà l' impressione di essere rimasta imprigionata in un remake pieno di buone intenzioni (contro ogni razzismo e violenza) ma che non riesce mai davvero a coinvolgere." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 20 dicembre 2021)

"Spielberg, che per il celebre musical di Arthur Laurents, Leonard Bernstein e Stephen Sondheim nutre una vera e propria passione cominciata da bambino, firma un remake di West Side Story assai fedele all'originale, ma con la differenza che questa volta nei panni degli Sharks ci sono dei veri portoricani, come impongono le nuove regole di correttezza politica hollywoodiana. Dopo la causa afroamericana sposata in diversi film, il regista affronta oggi quella dei latinos, puntando il dito contro le menzogne del sogno americano che prometteva tolleranza, libertà e opportunità per tutti." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 23 dicembre 2021)

"Steven Spielberg realizza un film che in luogo di essere un remake riparte direttamente dal musical(...). In spirito di fedeltà, il regista mantiene la cornice d' epoca ambientando la scena iniziale nell'Upper West Side del 1958, fra le macerie di case in via di demolizione per lasciar posto al futuro Lincoln Center; mentre lo sceneggiatore Tony Kushner lavora a far emergere l' intrinseca attualità del testo, evidenziando dietro all'ostilità fra bande la ferocia di un sistema che divide il mondo in ricchi e poveri(...). Il cast degli Sharks stavolta è rigorosamente ispanico; al contrario dei precedenti Tony e Maria, Ansel Elgort e Rachel Zegler cantano e ballano davvero, esprimendo un vivido, coinvolgente impeto d' amore; Justin Peck del New York City Ballet rivisita brillantemente la coreografia di Robbins; fra jazz, coloriture sudamericane e aspre dissonanze Gustave Dudamel si incarica dell' esplosiva partitura; e con straordinaria maestria la macchina da presa di Spielberg esalta la trascinante forza cinetica ed emozionale di quella formidabile imbastitura di danza, musica e parole che fa di West Side Story uno spartiacque nella storia del musical." (Alessandra Levantasi Kezich, 'La Stampa', 23 dicembre 2021).

"Spielberg apre sulle macerie, gli edifici distrutti, il progetto del nuovo Lincoln Center. Si fronteggiano i Jets e gli Sharks, teppisti bianchi e teppisti portoricani. Nel vecchio film il regista Robert Wise aveva scelto Natalie Wood nella parte di Maria. Uno dei tanti dettagli oggi improponibili: i criteri della verosimiglianza cinematografica sono cambiati, e bisogna risarcire, risarcire, risarcire. Ballerini portoricani nel corpo di ballo, e nella versione originale abbastanza spagnolo perché i personaggi si ripetano l'un l'altro "parla inglese, parla inglese" (...). Strepitose coreografie, regia di grande resa spettacolare, e purtroppo poca chimica tra i due innamorati." (Mariarosa Mancuso, "Il Foglio", 24 dicembre 2021)
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