Weekend

ITALIA, ALBANIA - 2020
2,5/5
Weekend
Federico, Giulio, Michele e Roberto: quattro amici di gioventù si rincontrano all'apertura di una mostra di pittura, l'artista è la madre di Alessandro un loro amico morto sette anni prima in circostanze poco chiare. Il giorno della sua scomparsa i quattro erano con lui, ed è da quel momento che non si sono più rivisti. La sera stessa della mostra vengono condotti forzatamente in un luogo a loro familiare: la casa di montagna dove, in quella tragica estate, passarono quel mai dimenticato weekend che terminò nel peggiore dei modi. Si ritrovano così abbandonati, lontani da tutto e isolati a causa di una tempesta di neve. Proprio in quel luogo, dove il loro amico perse la vita, qualcuno di cui non conoscono l'identità gli comunica che tra loro c'è il responsabile della sua morte. L'unica via di uscita è scoprire l'assassino, facendolo finalmente confessare. Chi tra loro può aver commesso il terribile atto? Presente e passato, estate e inverno, si intrecciano portando alla luce risvolti sorprendenti, ed una verità molto più complessa di quella immaginata.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: PSICOLOGICO, THRILLER
  • Produzione: CAMALEO, TWISTER, SHOWLAB, IN COPRODUZIONE CON A.B.
  • Distribuzione: AMAZON PRIME VIDEO
  • Data uscita 17 Dicembre 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani

Sono trascorsi dieci anni da Tutto l’amore del mondo, con cui Riccardo Grandi esordì nel lungometraggio, e sembra passato un secolo da quella commedia che provava a portare i giovani oltre le notti prima degli esami. Nel frattempo lui si è dedicato a spot, videoclip, tv (compreso l’interessante thriller Passeggeri notturni) e con Weekend torna al cinema (benché su Amazon Prime Video per note ragioni) mettendo in connessione queste due dimensioni: un nuovo racconto sulla linea d’ombra tra adolescenza e maturità che si butta a capofitto nel genere.

Lo sappiamo, in questi anni il racconto dei young-adult è mutato e il cinema – a parte qualche momento fecondo ed estemporaneo – ha mancato più volte l’appuntamento con la storia generazionale, lasciando spazio alla più puntuale serialità, dalla generalista allo streaming. Weekend è un po’ espressione di questo panorama, a partire da un cast eterogeneo per estrazione che annovera alcuni tra i volti più rappresentativi della nuova leva recitativa under 30.

Tra i debuttanti di successo degli anni dieci, da Filippo Scicchitano (classe 1993) di Scialla! al bertolucciano Jacopo Olmo Antinori (1997), passando per Eugenio Franceschini e Alessio Lapice (entrambi 1991) che si muovono tra cinema e tv (Sapore di te e Nero a metà il primo, Il primo re e Imma Tataranni il secondo), fino alla star di Skam e Baby Lorenzo Zurzolo (nato nel 2000), il parterre maschile copre tutti i possibili pubblici in ballo, cercando anche di offrire un minimo stato dell’arte su una generazione d’attori.

Al centro del film, quattro venti-trentenni che si ritrovano all’inaugurazione della mostra di pittura della madre di un altro amico, morto sette anni prima nel corso di un weekend da sballo. Dal giorno della scomparsa, i quattro – che erano con lui – non si sono più rivisti, quasi volendo rimuovere la tragedia. Peccato che siano costretti a tornare nella casa che fu teatro di quel weekend: lontani dal mondo a causa di una tempesta di neve, scoprono che l’assassino è uno di loro.

Thriller che per colori, umori, atmosfere cova ambizioni internazionali (e la destinazione in streaming può giovargli, come dimostra il caso La belva), Weekend incrocia passato e presente, morte e memoria, indagine e rancore, l’estate della fine dell’innocenza e l’inverno del nostro scontento. Tra folate di Grande freddo – letteralmente – suggestioni via stand by me, simbolismi facili facili (il lupo, il bosco), colpi attesi (il bacio, la droga) e scrittura un po’ fragile (con battute del tipo: “Questo sarà il weekend della perdizione!”), resta però un’acuta costruzione della tensione, un certo pessimismo di fondo, il senso di un tempo troppo pesante per riuscire a passare.

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