Wara no tate

GIAPPONE - 2013
2/5
Wara no tate
La nipote di Ninagawa Takaoki, potentissimo imprenditore a capo di un impero economico con forti agganci politici, viene uccisa. I sospetti cadono subito su Kunihide Kiyomaru, un giovane che ha già precedenti per aggressione omicida ai danni di un'altra ragazza e che ora è a piede libero. Qualche mese dopo l'incidente, Ninagawa estende a mezzo stampa l'annuncio di una cospicua ricompensa a chi catturerà l'assassino e Kiyomaru, già bollato come 'feccia dell'umanità' e consapevole di essere in pericolo, si consegna alla polizia della prefettura di Fukuoka. Dovrà quindi essere scortato sotto protezione fino a Tokyo ma, a causa della taglia sulla sua cattura, si scatenerà una vera e propria caccia all'uomo. Della scorta fanno parte anche il detective Kazuki Mekari - convinto che , colpevole o meno, 'la feccia dell'umanità' debba essere comunque protetta dall'isteria collettiva - e la sua collega Atsuko Shiraiwa che cercheranno in ogni modo di far arrivare a destinazione Kiyomaru incolume...
  • Altri titoli:
    Shield of Straw
    Straw Shield
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT, (2K)/SUPER 35, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Kazuhiro Kiuchi
  • Produzione: NIPPON TELEVISION NETWORK CORPORATION (NTV), WARNER BROS. PICTURES JAPAN, ORIENTAL LIGHT AND MAGIC (OLM), KODANSHA, YTV, YAHOO! JAPAN, EAST JAPAN MARKETING & COMMUNICATIONS, INC./STV, MMT, SDT, CTV, HTV, FBS

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Dopo aver brutalmente ucciso una bambina di 7 anni, Kunihide Kyomaru (Tatsuya Fujiwara) diventa l'uomo più ricercato del Giappone.A dargli la caccia non è tanto la polizia, a cui si é già consegnato, ma chiunque voglia intascare la taglia che il nonno della vittima ha messo sulla testa dell'assassino. Toccherà a un reparto scelto della polizia – tre uomini e una donna - proteggerne l'incolumità e portarlo vivo al processo. Ma con la crisi economica, i candidate giustizieri possono nascondersi ovunque, squadra speciale inclusa.
Spunto interessante, da western-movie, quello di Wara No Tate: Takashi Miike si presenta sulla Croisette, in concorso, sfoderando grandi mezzi produttivi (anche la Warner dietro il progetto) e uno spiccato senso dell'azione. Tra esplosioni, sparatorie in treno e panoramiche, sembra di stare dentro a un pirotecnico blockbuster americano, verso il quale Miike mostra affinità grazie a una buona padronanza di stile e memoria (da Speed a Seven, numerosi i prestiti).Gli va rimproverato tuttavia un approccio grossolano al racconto, tanto nei personaggi (schematici e insopportabilmente stupidi) quanto nella storia (piena di falle e inverosimiglianze). La enfasi melodrammatica poi con cui Miike cucina il tutto rischia di far apparire il film come una enorme caricatura.E dire che i temi ci sono. Spenti i fuochi di artificio di una mission impossible, restano gli interrogativi paradossali di un film che riflette sulla crisi, economica e identitaria, del Giappone di oggi, un piede nella tradizione e un altro nel terzio millennio.Miike si chiede e chiede al suo pubblico se esiste ancora il vecchio senso dello Stato, la lealtà a una idea di comunità e a una funzione, che non possa essere comprata dai soldi. E, più in generale, qual è la giustizia giusta: quella formale, sancita dalla legge ed esericitata nei tribunali, o quella naturale, affidata all'innato sentimento morale umano?Non sono domande che normalmente ci si aspetterebbe da un blockbuster. Ma da Miike, e da un film in concorso, era lecito invece attendersi di più.

NOTE

- IN CONCORSO AL 66. FESTIVAL DI CANNES (2013).

- NE ESISTE UNA VERSRIONE DELLA DURATA DI 116'.
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