Vero come la finzione

Stranger Than Fiction

USA - 2006
Vero come la finzione
L'universo di Harold Crick, agente del fisco, viene sconvolto quando inizia a sentire una misteriosa voce narrante che fa la cronaca in diretta della sua vita e che solo lui è in grado di sentire. La misteriosa narratrice è Kay Eiffel, una scrittrice in declino che sta scrivendo il suo ultimo libro che, per puro paradosso, è proprio la fedele descrizione della vita di Harold, ormai completamente guidata dalle parole dell'autrice. Ad aggiungere disagio al povero Harold è anche il tragico destino che Kay ha in mente per l'eroe del suo libro. Il 'protagonista' a questo punto cerca conforto nell'aiuto dell'eccentrico dottor Jules Hilbert e tra le braccia di Ana Pascalo, una delle 'vittime' dei suoi controlli fiscali. Le cose si mettono ancora peggio quando Harold, ribellandosi al testo del romanzo, cerca in tutti i modi di sopravvivere...
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, FANTASY, SENTIMENTALE
  • Produzione: CRICK PICTURES LLC, MANDATE PICTURES, THREE STRANGE ANGELS
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2007)
  • Data uscita 2 Febbraio 2007

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Non brillano certo le giornate di Harold Crick (Will Ferrell), metodico e noioso agente del fisco, essere umano tutto sommato normale e decisamente solitario. La sua vita, fatta di numeri e calcoli infiniti, prenderà però una piega insolita: assolutamente inaspettata, dal nulla, una voce di donna si insinuerà nella sua testa per raccontare e descrivere ogni sua piccola azione, ogni suo pensiero o sensazione, con estrema precisione e dovizia di particolari. Nessuno, eccetto lui, è in grado di ascoltarla. E quando, senza troppi indugi, la voce anticiperà qualcosa sulla sua imminente morte, Harold Crick non potrà fare altro se non mettersi in cerca di colei che sta "scrivendo" la sua storia. Per tentare in tutti i modi di modificarne il finale… Paradosso letterario e cinematografico quanto mai accattivante, Vero come la finzione (Stranger Than Fiction, in originale) è frutto dell'ingegnosa collaborazione tra lo sceneggiatore Zach Helm, praticamente esordiente, e il regista tedesco Marc Forster (Monster's Ball, Neverland, Stay), da qualche anno talento in attesa di definitiva consacrazione. Rischiando molto nella costruzione di due universi che progressivamente convergeranno verso un unico punto, meta ultima di un incrocio bidimensionale coccolato lungo l'intero corso della narrazione, Helm e Forster si concentrano sul protagonista di una fabula (un Will Ferrell finalmente attore a 360°) che tenta in tutti i modi di modificare il proprio destino provando ad interagire con il suo creatore - la scrittrice famosa interpretata da un'ottima Emma Thompson, ormai in silenzio da dieci anni perché bloccata sul finale del suo ultimo romanzo - evolvendo e mutando le caratteristiche che lo definivano in quanto personaggio, arrivando a stravolgere le convinzioni e i limiti che ne hanno contraddistinto l'esistenza fino a quel momento: si innamorerà (della fornaia, nonché evasore fiscale Maggie Gyllenhaal) e cercherà una via d'uscita da questa situazione a dir poco surreale chiedendo lumi ad un professore universitario di letteratura (un Dustin Hoffman irresistibile). Per comprendere alla fine che "tutte le sfumature, le anomalie, le sottigliezze che ci sembrano solo un accessorio delle nostre giornate, in realtà assolvono a un più vasto e nobile compito. Ci salvano la vita".

CRITICA

"Dustin Hoffman ha fatto una tale quantità di brutte partecipazioni in brutti film, che è sorprendente vederlo in un piccolo bel personaggio di critico ed esperto letterario in 'Vero come la finzione' di Marc Forster. Emma Thompson è così carina, vestita da scrittrice, che pare impossibile abbia già 47 anni. Tutti meriti del film. E' possibile che un impiegato delle tasse solo, squallido, pignolo, apprenda improvvisamente da una voce femmine che gli risuona nella testa di essere personaggio d'un romanzo velocemente avviato alla morte, e tenti in ogni modo di sottrarsi al suo destino?, No, naturalmente. Non è possibile. Ma il film che lo rende possibile non mescola verità e finzione: piuttosto, rende la finzione del tutto realistica. (...) Ricco di citazioni e battute il film ha un bel ritmo, è ben diretto, ed è molto divertente." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 febbraio 2007)

"Senza anticipare soluzioni (sospese, del resto, fino agli ultimi minuti del film), sarà lecito dire che 'Vero come la finzione' appartiene al genere tragicommedia fantastica: una riflessione sulla vita, l'amore, la morte sottile e intelligente, scritta da Zach Helm un po' nello stile di Charlie Kaufman, lo sceneggiatore di Michel Gondry. Will Ferrell interpreta il 'personaggio della propria vita' con perfetto senso dell'assurdo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 febbraio 2007)

"'Vero come la finzione' prende la strada insolita della letteratura (dei mondi possibili). (...) Con uno spunto simile il peggio è calcare la mano ma Forster (e Helm, sceneggiatore) sono bravissimi e, pur esagerando in zuccheri, restano sul registro dimesso richiesto da questa storia di solitudine. Morale ovvia, cast eccellente, trovate continue, sentimenti credibili. Un giochino. Ma spassoso e intelligente." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 febbraio 2007)

"Che disgrazia le commedie intelligenti. Quelle dove l'autore si crede Woody Allen e il pubblico si sente in dovere di sghignazzare in continuazione. Anche alle battute che non fanno ridere. In 'Vero come la finzione', titolo che già in febbraio si candida a peggiore dell'anno, siamo tra 'Forrest Gump' e 'The Truman Show', anche se il film è molto meno spassoso (e commovente) del primo e molto più noioso dell'altro. (...) Insomma, un gran pastrocchio, pretenzioso e barbosetto, in cui il
clown Will Ferrell non va oltre le smorfie, la maliziosa Maggie Gyllenhaal resta defilata e la stagionata Emma Thompson è più insopportabile che mai." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 febbraio 2007)

"Pirandello se ci sei, batti un colpo. Toc, toc, toc. Tre colpi per un personaggio in cerca d' autore che vive in una dimensione letteraria virtuale come Jim Carrey in Truman Show ma sopporta il peso di una attempata diatriba letteraria tra realtà e finzione. Il regista Marc Forster appesantisce poi raddoppiando gli intellettualismi con un maxi cameo di Dustin Hoffman letterato mediatore, mentre Emma Thompson comunica verace depressione. Will Ferrell cerca invano il punto di sutura tra commedia e dramma che permetterebbe di scavalcare il film alla Woody Allen e quel gioco di specchi da vecchia Europa che sembra inedito solo agli yankees." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 febbraio 2007)
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