UNO SGUARDO DAL CIELO

THE PREACHER'S WIFE

USA - 1996
UNO SGUARDO DAL CIELO
A New York il sacerdote metodista Henry Biggs, dopo aver sempre svolto con passione il proprio lavoro, attraversa un momento di crisi in cui pensa di non essere più in grado di andare incontro ai problemi che gli pongono la sua comunità e la sua famiglia, la moglie Julia, il figlio piccolo, la madre di lei. All'improvviso arriva Dudley, un angelo di colore, che a poco a poco si installa a casa sua e gli annuncia di volerlo aiutare a superare le difficoltà. Dudley è molto generoso, ma i suoi interventi spesso creano più confusione di prima. Henry cade in piena crisi, quando da un lato deve fronteggiare il perfido speculatore Joe, che ha acquistato la proprietà della chiesa e vuole demolirla per costruirci un complesso più grande con servizi vari, dall'altro vede Julia frequentare piacevolmente Dudley, col quale esce la sera, va al night e ritrova il gusto di cantare, cosa che ormai faceva solo in chiesa alle funzioni del marito. Con l'avvicinarsi del Natale, Dudley capisce che è il momento di aggiustare le cose e di lasciare la Terra. Così puntualmente avviene e nella piccola comunità ritorna il sereno.
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI
  • Tratto da: SCENEGGIATURA DE "LA MOGLIE DEL VESCOVO" DI ROBERT E. SHERWOOD E LEONARDO BERCOVICI, TRATTA DAL RACCONTO "THE BISHOP'S WIFE" DI ROBERT NATHAN
  • Produzione: SAMUEL GOLDWYN JR. - PARKWAY PRODUCTIONS - MUNDY LANE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL (1997) - CIC VIDEO, TOUCHSTONE HOME VIDEO
  • Riedizione NO

NOTE

REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1997

CRITICA

"Uno sguardo dal cielo", remake "all black" d'un vecchio film del '47 con Cary Grant e Loretta Young. é una commedia d'imbarazzante costituzione priva della doverosa malizia, di propaganda religiosa più pacchiana che parrocchiale e di patetici sentimenti svenduti alla fiera del perbenismo qualunquista. (Il Messaggero, Fabio Bo, 28/2/97)
L'edificante raccontino, che oltre tutto assorbe 124' della nostra vita, si potrebbe benissimo catalogare nel genere "parrocchiale" in attesa di una buona audience familiare in Tv. (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 25/2/97)
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