UNO SBIRRO TUTTOFARE

METRO

USA - 1996
UNO SBIRRO TUTTOFARE
Scott Roper, considerato il miglior esperto di rapimenti del dipartimento di polizia di San Francisco, ha tra le sue armi vincenti una grande scioltezza di parola, una lingua sarcastica e metodi poco ortodossi. Ricevuto l'incarico di dare la caccia a Clarence, uno squilibrato assassino che semina il terrore in città, Scott si mette sulle sue piste, ma Clarence uccide il suo collega e migliore amico, un poliziotto vicino alla pensione. Gli viene allora affiancato il giovane Kevin, proveniente dai tiratori scelti dei reparti speciali e, insieme, riescono ad incastrare Clarence e a metterlo in prigione. Clarence però scappa, va a trovare Scott, che sta partendo per una vacanza, e rapisce la sua ragazza Ronnie. Scott allora riprende la caccia e, sempre con l'aiuto di Kevin, riesce finalmente ad incastrare Clarence che rimane ucciso al termine di un serrato inseguimento. Adesso Scott può finalmente partire per la vacanza.
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO, TECHNICOLOR
  • Produzione: ROGER BIRNBAUM, RANDY FELDMAN, GEORGE W. PERKINS PER CARAVAN PICTURES, ROGER BIRNBAUM PRODUCTIONS, TOUCHSTONE PICTURES
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL - TOUCHSTONE HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1997.

CRITICA

"Sembrava che con 'Il professore matto', dove giocava contro il proprio personaggio di gabbamondo-acchiappasottane, Eddie Murphy avesse deciso di rinnovare un repertorio un po' stantio. Ma la conversione era solo apparente. In 'Uno sbirro tuttofare' Eddie riesuma, con altro nome, il 'character' della serie 'Beverly Hills Cop' riproponendone il dosaggio di thriller e commedia; salvo che, adesso, la parte di commedia è concentrata in testa e in coda al film, mentre la zona centrale favorisce decisamente l'azione drammatica." (La Repubblica, Roberto Nepoti, 12/4/97)

"Il logorroico Murphy, che continua a infierire con la sua risatina a cascatella e con exploit di inutile ed insopportabile, incattivita volgarità verbale, si aggiusta il personaggio come può, sempre nella tentazione di fare il buffone, perchè è più credibile così, anche quando la situazione non lo richiede. diversamente da 'Un poliziotto a Beverly Hills', di cui egli ricorda gli incassi, il mix tra poliziesco e commedia resta incompiuto. Rimane un certo ritmo superficiale di cinema d'azione, la banalità della psicologia e delle relazioni pubbliche. (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 17/4/97)
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