Undici settembre 1683

ITALIA, POLONIA - 2012
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Undici settembre 1683
11 settembre 1683. Trecentomila soldati musulmani assediano Vienna con l'obiettivo di aprire un varco in Europa per arrivare a Roma e conquistare la cattedrale di San Pietro. All'interno delle mura della città, gli Austriaci sono in numero inferiore e si preparano a una terribile sconfitta. Tuttavia, la mattina seguente Marco d'Aviano, frate italiano consigliere di re Leopoldo I, incita le truppe cristiane alla vittoria. La fede e la forza, insieme alle strategie di guerra del re polacco Jan III, condurranno le truppe della Lega Santa alla vittoria finale.
  • Altri titoli:
    11 settembre 1683
    September Eleven 1683
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO
  • Produzione: RENZO MARTINELLI E ALESSANDRO LEONE PER MARTINELLI FILM COMPANY INT., AGRESYWNA BANDA, IN COLLABORAZIONE CON RAI RADIO TELEVISIONE ITALIANA E RAI CINEMA
  • Distribuzione: MICROCINEMA (2013)
  • Data uscita 11 Aprile 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

“Guarda come muore un Gran Visir e non lo dimenticare mai”. Parola di Karà Mustafà (Enrico Lo Verso), strangolato il giorno di Natale del 1683 per volontà del sultano Maometto IV dopo la mancata presa di Vienna, e vi potrebbe tornare in mente il commiato del contractor Fabrizio Quattrocchi, giustiziato in Iraq nel 2004: “Vi faccio vedere come muore un italiano”.
Già, l’11 settembre 1683 di Renzo Martinelli (co-sceneggiatore con Valerio Massimo Manfredi…) ha la memoria lunga: “Il primo 11 settembre 300 anni fa…” (locandina), e per 113′ va in scena il cruento scontro di civiltà tra la cattolica Europa e l’Islam in marcia sotto lo stendardo verde del Profeta.
Sì, guerra di religione: “Dio per tutti”, ma non il Dio di tutti, e nel sanguinoso qui pro quo cade pure il cappuccino Marco da Aviano (F. Murray Abraham, attore-feticcio del regista sevesino), che si fa prendere un po’ la mano, anzi, il crocefisso, impugnato saldamente per “guidare” le truppe dell’imperatore asburgico Leopoldo I e del re polacco Jan Sobieski alla difesa della Mela d’Oro.
Meno cialtrone e raffazzonato dell’inguardabile Barbarossa, ma ideologicamente più infido (scontro tra noi e loro, oggi come allora), lascia una sola domanda: ma gli aerei?

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO E IL PATROCINIO DELLA DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA-MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI, IN COLLABORAZIONE CON POLISH FILM INSTITUTE E CON IL SOSTEGNO DI REGIONE UTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA E FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

CRITICA

"Senz'altro una grande pagina di storia, ma il film la racconta in modo così piatto, così poco avvincente e convincente." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 11 aprile 2013)

"Non era una operazione facile quella imbastita da Renzo Martinelli per dare vita, sul grande schermo, al personaggio storicamente trascurato di Marco D'Aviano, il frate che fu figura fondamentale durante il famoso assedio turco di Vienna. Un film a forte rischio ideologico religioso (la data dell'11 settembre 1683 richiama immediatamente alla mente quella dell'attentato alle Torri Gemelle), penalizzato anche da un budget che impediva di pensare in grande come la pellicola avrebbe meritato. In effetti, il prodotto finale sembra risentirne e non solo negli effetti speciali (davvero poca cosa) ma, soprattutto, nei dialoghi. Una sceneggiatura quasi manichea che regala frasi come «Tra il mio cuore e la mia fede devo scegliere la mia fede: questo rende così diversi noi musulmani da voi cristiani», pronunciata da un turco o il continuo ribadire, da parte cristiana, che l'unico vero Dio è quello cattolico. Insomma, lo scontro tra culture e religioni è un po' tagliato con l'accetta e avrebbe meritato un approccio e un approfondimento decisamente diversi. Se non si bada a questo e al taglio più da sceneggiato televisivo (...), 'Undici Settembre 1683' è comunque un film godibile; il che, per una pellicola storica, è quasi una notizia che non faccia sbadigliare. Molto è dovuto all'eccellente cast, dove spiccano i due protagonisti F. Murray Abraham e Enrico Lo Verso.)" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 aprile 2013)

"Piacerà a chi ama il film storico vecchia maniera, pieno di battaglie, bei personaggioni 'più grandi della vita' (Sobieski è impersonato dal noto regista Jerzy Skolimowski). Il punto alto del film non è però la battaglia, ma nel confronto dialettico tra D'Aviano e il Gran Visir. Due fanatismi a confronto. Due mondi che non comunicano. Allora come oggi tre secoli e passa dopo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 aprile 2013)
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