Una storia americana

Capturing the Friedmans

USA - 2003
Una storia americana
Mentre la famiglia Friedman è tranquillamente riunita per festeggiare il giorno del Ringraziamento, gli agenti di polizia irrompono in casa e arrestano il padre Arnold e il figlio più giovane Jesse con l'accusa di essere gli autori di centinaia di crimini sconvolgenti. Durante le indagini effettuate dalla polizia, l'opinione pubblica reagisce e la stessa famiglia Friedman inizia a disgregarsi.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: ANDREW JARECKI E MARC SMERLING PER HBO DOCUMENTARY
  • Distribuzione: BIM (2004)
  • Data uscita 16 Aprile 2004

CRITICA

"Il lavoro del regista Andrew Jarecki, che con quest'opera prima vincitrice di un premio al Sundance si colloca in prima fila fra gli emergenti Usa, è consistito nel mettere insieme le interviste fatte ai protagonisti con i filmetti amatoriali girati dai Friedman prima, durante e dopo i fatti. La cornice è quella di una sorridente normalità medioborghese, presto smentita dalla scoperta che papà Arnold insieme con il figlio diciottenne Jesse ha pervicacemente abusato dei piccoli allievi del suo corso di informatica. Tutte vere le accuse? Oppure i Friedman furono penalizzati da un fenomeno di isteria collettiva? Il film si limita a esporre documenti e testimonianze attingendo a un risultato agghiacciante. Da non perdere." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 17 aprile 2004)

"'Una storia americana' smonta gli ingranaggi della paranoia sociale, punta l'obiettivo sull'isteria mediatica, mette a nudo le procedure del linciaggio organizzato. Nel contempo, addita la cronica patologia dei rapporti nella famiglia americana-tipo, mettendone (scorrettamente) a nudo l'intimità attraverso i filmini amatoriali girati dagli stessi protagonisti. Il cineasta non sposa mai un punto di vista sui fatti, limitandosi a mostrarne le significative conseguenze." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 aprile 2004)

"Molte le interviste e le confessioni che il regista ha provocato, ma ancora di più, a rendere questo documento davvero conturbante, anzi agghiacciante, è la messe di filmini che il regista Jarecki ha trovato negli 'archivi' della famigliola: a documentare non solo i bei momenti e le feste ma quasi tutto, alla lettera, compresi i diverbi, le notti prima degli arresti. Si direbbe che non possa esserci per loro memoria se non documentate; o che, non potendo finire altrimenti in televisione, ogni famiglia si faccia la sua televisione privata e cerchi di dare così un senso alla sua stessa esistenza. Si delega alla telecamera la memoria e se verità e menzogna si confondono è anche perché l'occhio della telecamera spinge alla scelta o imposizione di un ruolo. Si penetra nelle anime dei personaggi, ma il dubbio resta, sul margine tra la vita e la recitazione della vita. Le uniche morali che è possibile trarre da questo film eccezionale sono che l'infanzia infelice e maltrattata può produrre adulti malati, e ne produce tantissimi, dovunque; e che il modello dell'American way of life è probabilmente, nel mondo di oggi, il più malsano e fallimentare di tutti." (Goffredo Fofi, 'Panorama', 29 aprile 2004)
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