UNA NOTTE, UN SOGNO

ITALIA - 1988
Nella sua bella casa sulla collina torinese, Silvia, una giovane signora borghese coniugata ad un marito assai indifferente trascorre una serata banale con alcuni ospiti. D'impulso, si allontana in macchina e si mette a percorrere strade silenziose: dalle prevedibili violenze di un gruppetto di giovinastri, che l'anno strappata fuori dall'auto, la salva l'intervento di Bruno, un tizio separato dalla moglie, fotografo per professione e giocatore di biliardo per passione. L'irrequieta Silvia inizia così una strana notte sempre al fianco dello sconosciuto, il quale è in attesa di ritirare da un amico una serie di foto da questi sviluppate, considerate compromettenti dal capo di una mafia cinese, soprattutto per l'immagine di un tale, che Bruno ha ripreso mentre sta commettendo un omicidio. Perseguitati per un po' di tempo da un killer, i due incontrano tipi svariati e strambi: beoni in bar modesti, prostitute in caccia di clienti, giocatori di biliardo (e Bruno vince clamorosamente) e transessuali sempre in una città allucinata e in apparenza morta, dove trovare un telefono a gettone pare un mito, per finire poi alla stazione di Porta Nuova in un vagone-letto, fermo sul binario di partenza. La passione travolge i due: all'alba la donna, spaventata, decide però di chiudere la insolita parentesi e di rientrare a casa (Bruno la saluta mentre lei scende dal treno in manovra). Ritornata nella stazione desiderosa di andarsene con Bruno, Silvia rincorre inutilmente il treno testé partito che porta all'estremo nord d'Europa l'amante di una notte.

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