Una notte da leoni

The Hangover

USA - 2009
4/5
Una notte da leoni
Alla vigilia del matrimonio del loro amico Doug, i suoi tre testimoni di nozze decidono di portarlo a Las Vegas per festeggiarne l'addio al celibato. Tuttavia, quella che doveva essere una vacanza spensierata si trasforma in una caccia all'uomo. Infatti, dopo il risveglio da una folle notte di bagordi Doug è sparito e al suo posto c'è un bambino di sei mesi di cui i tre amici ignorano la provenienza...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: BENDERSPINK, GREEN HAT FILMS, LEGENDARY PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 19 Giugno 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Oltre cento milioni di dollari in dieci giorni negli Usa: letteralmente Una notte da leoni per la commedia di Todd Phillips, con Bradley Cooper, Heather Graham, Zach Galifianakis, Ed Helms e un cammeo di Mike Tyson. Già in cantiere l’ipotesi di un sequel, il film targato Warner Bros. è ambientato nella Mecca del divertimento stelle & strisce, Las Vegas, dove quattro amici daranno l’addio al celibato di uno di loro, Doug (Justin Bartha). Nella cornice dello sfarzoso Caesars Palace, il programma d’ordinanza prevede vizi, stravizi e stordimenti vari. Detto, fatto, ma la sorpresa arriva il giorno dopo: il promesso sposo è sparito, i postumi sono da sbronza colossale (The Hangover, titolo originale), la memoria una tabula rasa. Come quasi rasa al suolo è la suite al Caesars, dove i tre – alla sera leoni, e al mattino secondo proverbio… – trovano pure un neonato abbandonato, un’enorme tigre nel bagno e un canino in meno in bocca. Non bastasse, l’auto che gli viene riconsegnata è della polizia, con un ostaggio chiuso chiuso nel bagagliaio…
Già dietro la macchina da presa per Old School e il cinematografico Starsky & Hutch, Phillips confeziona con The Hangover la sua prova migliore, complici gli sceneggiatori Jon Lucas & Scott Moore (La rivolta delle ex): alla berlina è il divertimento dedicato (addio al celibato) e senza freni (Las Vegas), ma è una gogna assolutamente piacevole, almeno per il pubblico, sballottato tra un casinò e un casino, peripezie e qui pro quo, sul basso continuo di droghe dello stupro e alcool a volontà.
Ricetta da sbellicarsi, con il politically correct nel fuoricampo – finalmente, e ce n’è per gay e bambini… – e sequenze da antologia (il cazzotto di Tyson, la tigre, etc.), un comprimario da applausi (il neonato) e due interpreti di cui sentiremo lungamente parlare: stile Matthew McConaughey ma con lo sguardo intelligente, Bradley Cooper, dopo lunga gavetta seriale e teatrale, è pronto a conquistare Hollywood, mentre il ciccione Zach Galifianakis ha altrettanta mole comica. Da non trascurare nemmeno la colonna sonora: si parte con la splendida It’s Now or Never (versione di El Vez) e si prosegue con Phil Collins, The Dan Band e … Mike Tyson, nello score di Christophe Beck. D’altronde, ogni sbornia che si rispetti va annaffiata di (buona) musica.

NOTE

- GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR FILM MUSICALE O COMMEDIA.

CRITICA

"Specializzato in commedie con maschi ossessionati da virilità e cameratismo, l'ex documentarista Todd Philips realizza con 'Una notte da leoni' una commedia efficace, dal ritmo incessante e leggermente 'più' rispetto alla media hollywoodiana: più vera, più provocatoria, più politica. Peccato per un finale conciliante e retorico. Un pizzico di coraggio in più ed avevamo un nuovo 'Tutto in una notte'. Ma Philips, rispetto al leone Landis, è ancora una pecora." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 giugno 2009)

"Gli attori, comici e no, sono tutti molto bravi: sono frequenti e molto ben congegnate tanto le gag quanto le battute e le situazioni spiritose; la collocazione dei personaggi nello spazio dell'inquadratura è nello stesso tempo disinvolta ed eccellente; non capita spesso di ridere così." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 giugno 2009)

"Film maschile e ingenuamente maschilista (tranne il sogno erotico, tutte le donne sono solenni rompiscatole, ma proprio perché gioca sulle ataviche debolezze degli uomini), sa come raggiungere i bassi istinti con raffinatezza. Le gag paradossali e parossistiche, la comicità molto fisica, la sessualità giocosa sanno essere irresistibili anche quando volgari, perché mai gratuiti. Provate a smettere di ridere se ci riuscite, e rimante per le foto sui titoli di coda." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 19 giugno 2009)

"Gli attori sono in gran forma: dal nuovo divo Bradley Cooper a Zach Galifianakis che ha una faccia da farsa e si tiene in braccio il pupo, a Ed Helms che è vittima designata e fidanzata, il borghesino che sposerà nottetempo una spogliarellista dolce, remissiva e carina come Heather Graham, che viene dai ragazzacci di 'Drugstore cowboys' e 'Boogie Nights'. Gli antecedenti della commedia di bisboccia virile tutta in una notte, alla Scorsese, sono ottimi e abbondanti e si possono citare gli 'American Pie' a piè di schermo. Per chi volesse sociologia americana all inclusive, anche intellettuale, si tratta poi degli stessi giovanotti fragili, dannati del nuovo libro di Jay McInerney 'L'ultimo scapolo', sono che qui siamo a Los Angeles, che ci attende nel parco per happy end con nozze." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 giugno 2009)

"Cast azzeccato e affiatato, al servizio dell'allegro regista di 'Starsky&Hutch', uno che sa scegliere hit coinvolgenti per lo sfondo. (...) Ma la via che porta al divertimento può essere lastricata di volgarità se evita la banalità e fa funzionare i caratteri. Con questa gradevole putt... sopra la media si ride una decina di volte: dieci di più di 'Un'estate ai Caraibi'." (Alessio Guzzano, 'City', 19 giugno 2009)

"Sembrava il solito filmetto americano in saldo stagionale: e invece 'Una notte da leoni', salito nelle classifiche Usa come un quelle nazionali, è una buona alternativa alle commedie di Judd Apatow, una variazione su repertorio surreale e insolitamente piena di gag. (...) Tra gli altri sono riconoscibili Mike Tyson, che cerca il felino e 'fa' Phil Collins, e Heather Graham nella parte di una spogliarellista. Una commedia assurda dal 'pitch' malizioso, per chiudere bene l'annata." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 giugno 2009)

"Non siamo in sintonia con 'Cose molto cattive', ma in pieno revival demenziale alla luce del politicamente scorretto che consente anche battute altrimenti agghiaccianti, con il racconto che si snoda a velocità folle e follemente incredibile, rischiando di andare a schiantarsi verso la sbracatura più totale, riuscendo invece sempre a fermarsi giusto in tempo. Negli Usa ha racimolato qualcosa come 150 milioni di dollari in tre settimane scarse, nonostante gli interpreti non siano grandi nomi e il regista Todd Philips abbia al suo attivo qualche titolo poco noto e il remake non memorabile di 'Starsky & Hutch'. E allora, come si spiega il tutto? Con la pura e semplice voglia di ridere e di divertirsi che si fa sentire maggiormente quando la realtà non è proprio così brillante. Questo è certo, ma c'è di più, la struttura del film che ricostruisce l'accaduto come avviene per i gialli, l'imprevedibilità che diventa colpo di scena, i tempi comici, l'irriverenza e un finale sui titoli di coda da applausi a scena aperta, ciliegina su una torta tutta da gustare." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 26 settembre 2009)
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