UNA ESTRANEA FRA NOI

A STRANGER AMONG US

USA - 1992
UNA ESTRANEA FRA NOI
Emily Eden, giovane agente di polizia a New York, ignorata dal padre, un ex poliziotto abbandonato dalla moglie, vive completamente dedita alla sua dura e rischiosa professione di detective, con determinazione e grinta, imperturbabile e come svuotata d'ogni umana emozione. Indagando sulla misteriosa scomparsa di Yaakov Klausman, viene a contatto con una comunità di ebrei assidici, fedelissimi alla più minuta precettistica della propria religione e cultori devoti della "Cabala". D'accordo col Rabbino e con l'appoggio di Ariel, suo figlio e futuro successore, Eden decide di mimetizzarsi come una della famiglia, vivendo con loro. Leah, sorella di Ariel, aiuta Emily a familiarizzare con i modi e i costumi di vita degli assidici in quanto la detective è convinta che Yaakov sia stato ucciso da un membro della comunità. Nel corso delle indagini Eden rinviene il cadavere di Klausman nel controsoffitto del suo laboratorio di diamanti e finisce con identificare in una giovane ex tossicodipendente, Mara, ospite della famiglia, l'autrice del crimine. Ma la prolungata convivenza con quella singolare famiglia ebrea, i colloqui con Ariel del quale è affascinata, la partecipazione ai loro riti e alle loro feste, la frequentazione di una cultura e di una mentalità tanto diverse dal disinvolto pragmatismo della sua gente, hanno profondamente segnato la latente ma vibratile umanità di Emily.
  • Altri titoli:
    CLOSE TO EDEN
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, POLIZIESCO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: HOWARD ROSENMAN, STEVE GOLIN, SIGURJON SIGHVATSSON PER LA PROPAGANDA FILMS
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA - R.C.S. - VIVIVIDEO, PANARECORD

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1992

CRITICA

"Con la bella sicurezza che gli deriva da un'attività cinematografica lunga e intensa, ricca di esiti più che decorosi, spesso pregevoli, Sidney Lumet controlla alla perfezione le tre linee narrative che compongono "Una estranea fra noi". " (Francesco Bolzoni, Avvenire)

"Abilissimo e ispirato, come da tempo non gli accadeva di essere, forse perchè da figlio di un attore yiddish è sensibile al contatto con le radici, Lumet tallona i suoi personaggi con una carica di sensibilità ormai inconsueta in un film americano e concede il minimo indispensabile all'azione tanto da alimentare il sospetto che il poliziesco sia appena un pretesto." (Fabio Ferzetti, Il Messaggero)

"Molto simile per l'argomento a Witness, il testimone di Peter Weir, 'Una estranea fra noi' è un film a double face, metà poliziesco e metà opera di introspezione psicologica, che pone a confronto una vita agnostica svuotata di ogni speranza con una concezione religiosa dell'esistenza. Delle due facce soltanto la seconda funziona, ma è anche vero che senza la prima probabilmente il film non si sarebbe mai fatto." (Enzo Natta, Famiglia cristiana, 13 gennaio 1993).
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