Una domenica notte

ITALIA - 2012
Una domenica notte
Vent'anni fa, Antonio Colucci sembrava essere un promettente regista di film horror, ma poi il fiasco del suo primo lungometraggio ha spento del tutto le sue velleità artistiche. Antonio si è sposato e ha divorziato, ha avuto anche un figlio, ed è rimasto bloccato nella sua cittadina di provincia, dove il miraggio del cinema lentamente sembra essere svanito. Giunto a 46 anni, Antonio inizia a fare un resoconto della propria vita: in realtà, nonostante il panorama e il mercato italiano del settore sia ormai cambiato, il suo sogno di diventare regista di film di 'genere 'non si è mai sopito del tutto, ma ha continuato a covare dentro di lui. Decide quindi di riprovarci e, approfittando di una storia incentrata su un solo personaggio e di una location unica, cerca i fondi per girare una sceneggiatura a budget molto basso. La sua ricerca, però, lo renderà consapevole di 'orrori' molto più impressionanti del film del terrore che vuole girare lui...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: FULL HD 4K (REDCAM MYSTERIUM X)
  • Produzione: ANGELO VIGGIANO E PAOLO MARIANO LEONE PER CAMARDA FILM
  • Distribuzione: DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE (2014)
  • Data uscita 20 Febbraio 2014

TRAILER

NOTE

- GIRATO INTERAMENTE IN BASILICATA A: METAPONTO, MATERA, BERNALDA, PISTICCI, MARCONIA, MONTALBANO, VIGGIANO, BRIENZA E S.ANGELO LE FRATTE.

CRITICA

"Un'opera prima fin troppo dichiaratamente sincera, ed anche ormai un po' vintage, in cui uno sfortunato regista di provincia cerca fondi per girare un horror con zombie e non si rende conto che l'orrore vero è quello dei fattori disumani di cui siamo circondati. Giuseppe Marco Albano con un cast assai complice firma un film onesto e datato anni 80, dove ancora si gioca la partita del talento incompreso." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 febbraio 2014)

"(...) un piccolo film indipendente che coglie il segno racchiudendo in uno stralunato quadretto bozzettistico le peripezie di autoctoni cinefili ricchi di sogni quanto a corto di finanziamenti. Supportato dalla verve del protagonista Andrisani e dall'intensità della partner Faiella, ma anche da un gruppetto di attori (Mahieux in testa), caratteristi e figuranti degni di un Verdone sudista, il calvario del regista di un solo film deciso a tornare (si fa per dire) alla ribalta girando un horror al cimitero non si piange, bensì si ride addosso. Al contrario di come succede con tante commediacce regine del box-office, questo è un film che non dimentichi a dispetto degli handicap di partenza." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 febbraio 2014)

"Ogni tanto dal cinema minore italiano, spunta una piacevole sorpresa. Come questo film a basso costo e ad alto tasso d'umorismo, che racconta le buffe peripezie di uno sfigatissimo regista horror. Impersonato dal bravo Antonio Andrisani, alla ricerca di un finanziatore per il suo improbabile 'L'uomo che uccise la Terra'. Nel godibile inventario di bizzarri personaggi, spicca Ernesto Mahieux, aspirante produttore e nemico inconsapevole della lingua italiana." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 febbraio 2014)
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